lunedì, Aprile 15, 2024
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    La fretta

    Milano – Settimana della Moda

    Eccomi qui! Periodo di latitanza…
    Tante cose da fare, tanta roba da seguire. Mi ritrovo sempre con un sacco di spunti, conoscenze da approfondire, amicizie da coltivare, affetti da coccolare e amare, viaggi da fare.
    Sotto la spinta di alcuni amici e follower riprendo a postare.
    Che stupore/rossore sentirsi dire “ehi, aggiorna il blog” ,“mi fa compagnia”, “mi fa sorridere”, “anche io vorrei postare cose intelligenti”, “ma dai trova il tempo, no!”, “ti tengo d’occhio”, “mi hai fatto venire voglia di scrivere e per la prima volta ho aperto un blog. Vincendo un pudore decennale. Ti dirò.”.
    La medaglia ha due facce: ho un sacco di temi che conto di sviluppare  ma a volte mi ritrovo senza lucidità ed ironia per mettere nero su bianco i miei pensieri.
    Siamo sempre di fretta, sempre un occhio all’orologio, all’agendina, frulliamo tutto il giorno, non riusciamo a dire di no. Penso sia uno dei mali comuni del nostro tempo.
    Sarà che in fondo ci sta bene così, cioè… vuoi mettere la soddisfazione quando uno si stravacca sul divano senza pensieri perché ha fatto tutto quello che aveva in testa ? E’ impagabile.
    Poi però arriva il contraccolpo, ehi, trottollino sei ansiogeno e aggressivo. Non va bene.

    La vita passa in fretta (Dimmi dove sei
    Quanto tempo ci metti ad arrivare?
    Dobbiamo andare, son già le 6:00)
    Tu mi fai fretta (Quanto tempo stai?
    Ho da fare miliardi di cose, non puoi immaginare)
    La vita passa in fretta (Prendi ciò che puoi
    Ne parliamo poi, esci con noi, vorrei che non dicessi)
    Tu mi fai fretta (Dimmi cosa fai, dove vai
    Da che parte stai, dopo questa chi vedrai?)

    Fabri Fibra – Controcultura – La Fretta

    Katia Querin
    Katia Querinhttp://www.katiaquerin.it
    Ciao sono Katia! Scrivo da sempre. Mi riesce facile mettere nero su bianco pensieri ed emozioni. Dal 2010 dico la mia sulla società grazie alle evoluzioni del digitale, i voli pindarici del marketing ed il potere della narrazione.

    5 COMMENTS

    1. Altro centro brava! 🙂
      Personalmente ho sviluppato la tecnica del tempo interiore. Avverto la differenza di velocità tra quello che sono io e quello che è fuori.

      Dentro. Fuori. Questa consapevolezza fa vedere tutto con occhi diversi, la velocità del fuori ai miei occhi si trasforma in lentezza e spesso mi chiedo: Ma perché la gente non lo capisce sembra così evidente.

      E' il famoso insegnamento de "il re è nudo", probabilmente se ne rendono conto tutti, ma non vogliono ammetterlo, trovano la via più semplice per accomunarsi agli altri, perché???

      Perché è difficile trovare le soluzioni! Costa fatica!
      Adesso scusa ma ho fretta! Torno al lavoro! 😀

    2. io non ne so uscire. è un dramma. Le mie giornate tra lavoro ed altro sono dalle 7 alle 22. Sacrifico la vita privata. Con conseguente eterno senso di colpa nei confronti di tutti. Non ne esco. Al lavoro è fatica fare il quotidiano. dell'arretrato non se ne parla. E il carico aumenta. Nel privato trascuro tutti. So che se ci fosse una giornata di 30 ore poi ritornerei al punto di partenza.
      Invido molto Marco. Anche io ho un dentro e un fuori. Il mio dentro è molto pigro che sogna la lentezza e il sapore dei momenti. Ma, forse sarà valido x 1o gg all'anno.
      Non ho risposte. E, se mi guardo attorno la maggioranza mi assomiglia. E nessuno felice

    3. spesso il lavoro non è tutto. Ti puoi trovare con dei genitori molto anziani che devi accudire. Con delle persone ammalate. Il lavoro viene dopo. E dipende dal lavoro che fai. Se lavori in una azienda privata, non hai molte scelte. O rendi o rischi il posto. Le cose non sono cosi semplici. Si può fregarsene di tutto e di tutti, questo sì e allora vivi tranquuillo

    4. follower, il micro dibattito che si è venuto a creare è molto interessante. Bravi! Ne viene fuori un ritratto spuduramente sincero.
      Vorremmo tutti rallentare un'pò, fare solo le cose che ci piacciono e dare un calcio alle responsabilità. Bella scoperta direte voi ? Ed invece è una "scoperta-paradosso" perché alla fine si torna sempre lì… Siamo umani.Tenere in equilibrio casa-lavoro-amici-interessi è un'impresa, un lavoro certosino. E alla fine, cribbio, siamo sempre di fretta! Uff

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