Gambe gonfie in estate. Sali di Epsom nella vasca per un bagno rinfrescante e drenante.
Le gambe gonfie in estate sono un fastidio per molte persone. Soprattutto per le donne che come me soffrono di scarsa circolazione delle gambe. Quest’anno poi, avverto il problema in modo particolare. Sento le gambe pesanti, poi si gonfiano e mi frizzano. Un formicolio costante. Se anche tu sei nelle mie stesse condizioni, ho raccolto una serie di rimedi e di prodotti efficaci che possono migliorare la situazione.
Acqua fresca
Se sei al mare o in piscina sfrutta le proprietà drenanti dell’acqua. Al mare passeggia lungo la battigia con l’acqua almeno alle caviglie, in piscina afferra un tubo galleggiante e pedala. Muoversi nell’acqua fresca è un ottimo modo per alleviare il dolore delle gambe gonfie e attivare la circolazione. Se fai un lavoro da ufficio evita di accavallare le gambe, si formano i capillari dietro il ginocchio. Evita di utilizzare tacchi alti.
I sali di Epsom
I sali di Epsom sono rinomati per le loro proprietà drenanti e defatiganti. Il suggerimento è di comperare la confezione più grossa che trovi online o in farmacia/erboristeria. Per avere un buon risultato è necessario utilizzare circa mezzo chilo di sali di epsom nella vasca da bagno e di immergersi per almeno 20 minuti. Se non hai la vasca da bagno puoi fare un pediluvio, avrà un effetto leggermente meno forte ma l’effetto benefico è assicurato. In alternativa ai sali di Epsom ci sono i sali da bagno specifici per rilassare e rinfrescare i piedi. Io utilizzo i sali da bagno per i piedi di Mavala.
Massaggio drenante
Durante i mesi estivi utilizzo regolarmente Benex, gel freddo di rapido assorbimento, e alla sera mi concedo un massaggio alle gambe, parto dalla caviglia e termino sulla coscia, con movimenti lenti e circolari, per stimolare il ritorno veno-linfatico. Benex è ottima anche per chi fa sport. La sensazione è di refrigerio, di sollievo e di freschezza merito della menta piperita. L’effetto freddo è assicurato. Questa la linea di prodotti Benex, integratori e gel freddo.
In alternativa puoi sempre tenere la tua crema idratante preferita in frigorifero per ottenere un effetto rinfrescante sulle gambe.
La sera (o quando posso) mi stendo sul parquet e tengo le gambe sollevate appoggiate alla parete o all’armadio. Inoltre, la notte metto un cuscino sotto i piedi con un piccolo rialzo sotto al materasso – io ci metto un cuscino – in maniera da avere i piedi più in alto.
Doccia fredda
Quando finisci di fare la doccia, apri l’acqua fredda e dirigi il getto su piedi e caviglie. Se sei coraggiosa puoi risalire piano piano verso le ginocchia e poi le cosce, così oltre a stimolare la circolazione hai anche un effetto tonificante per la pelle.
Integratori alimentari per il microcircolo
Negli ultimi anni abbiamo visto un fiorire di integratori alimentari creati e formulati con lo scopo di alleviare la sensazione di pesantezza e fastidio delle gambe gonfie in estate. Ci sono tante formulazioni: per fragilità capillare, per favorire la circolazione venosa del microcircolo, ideale in caso di insufficienza venosa, e altre alterazioni. Qui di seguito prodotti validi acquistabili su Efarma.com. Ricevi immediatamente 3 Euro di sconto con una spesa minima di 59 euro! inserisci il codice AWIN-3
Triade Triade Integratore alimentare a base di Diosmina, Esperidina, Troxerutina. Vitiven Flux integratore alimentare a base di piante e di vitamina B2. Vitiven Flux contribuisce amigliorare il benessere della circolazione venosa (Rusco). L’uva e il rusco (o pungitopo)favoriscono la funzionalità del microcircolo dando sollievo in caso di gambepesanti. L’uva ha un’azione antiossidante. L’olmaria favorisce il drenaggio dei liquidicorporei. La vitamina B2 contribuisce alla protezione delle cellule contro lo stressossidativo.Vendep è un’integratore alimentare a base di estratti vegetali e vitamine. Gli elementi del prodotto risultano utili per la funzionalità del microcircolo. La Vitamina C contribuisce alla formazione del collagene per la normale funzione dei vasi sanguigni. Senza glutine, lattosio e glucosio.
Le Procuratie Vecchie di Piazza San Marco aderiscono per la prima volta ad Art Night, la notte bianca della cultura ideata dall’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con il Comune di Venezia, giunta alla sua 11° edizione. Per l’occasione i visitatori potranno avere accesso libero a ben tre mostre straordinarie.
Procuratie Vecchie a Piazza San Marco
Programma Procuratie Vecchie per l’Art Night 2022
Sabato 18 giugno le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco, aperte al pubblico per la prima volta in 500 anni, accoglieranno i visitatori nell’ambito dell’Art Night 2022.
Sarà possibile immergersi nella mostra interattiva “A World of Potential”, visitare la mostra “Lucio Fontana / Antony Gormley” presso il Negozio Olivetti e la mostra “Louise Nevelson. Persistence” al secondo piano. Eccezionalmente aperte al pubblico anche le terrazze del terzo piano.
Dettagli Mostre alle Procuratie Vecchie
Al piano terra, sulla piazza, nello spazio iconico del Negozio Olivetti progettato da Carlo Scarpa, sarà possibile visitare la mostra temporanea “Lucio Fontana / Antony Gormley”curata da Luca Massimo Barbero, promossa e realizzata da Associazione Arte Continua APS, in collaborazione con Fondazione Lucio Fontana e FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e con il supporto di Galleria Continua. In mostra, disegni di Lucio Fontana realizzati tra 1946 e 1968, opere su carta e quaderni di disegni di Antony Gormley e una selezione di sculture di entrambi gli artistiper lo più inedite e mai unite insieme in una esposizione”. La mostra resterà aperta fino alle ore 21.00.
Al secondo piano, invece,una mostra di portata storica, dedicata a Louise Nevelson (1899, Kyiv – 1988, New York), figura rivoluzionaria dell’astrazione americana. “Louise Nevelson. Persistence” riunisce oltre sessanta lavori realizzati dall’artista tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta e segna il sessantesimo anniversario della sua partecipazione alla Biennale Arte del 1962, quando fu chiamata a rappresentare gli Stati Uniti nel padiglione americano. La Mostra, che è Evento Collaterale ufficiale della 59° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, resterà aperta al pubblico fino alle 22.00.
Al terzo piano, infine, la mostra interattiva “A World of Potential”, un’esperienza immersiva e interattiva alla scoperta dei propri punti di forza. Curata da Orna Cohen, co-fondatrice di Dialogue Social Enterprise (DSE), la mostra offre ai visitatori l’opportunità di esplorare alcuni dei loro punti di forza attraverso una progressione di esperienze che li coinvolgono in un viaggio affascinante alla scoperta delle proprie potenzialità. All’interno del percorso espositivo anche “CHUTZPAH – Una tenda che non è una tenda, animali che non sono animali”, progetto artistico di Atelier dell’Errore (AdE) BIG, che interpreta, all’interno del percorso, il valore del coraggio. La mostra resterà aperta fino alle ore 22.00. Saranno eccezionalmente accessibili anche le terrazze.
Tutte le mostre saranno a ingresso libero e contingentato. Non è necessaria la prenotazione.
Il Siero Rénergie Triple Lancôme è una novità di bellezza straordinaria, un trattamento anti-età ad alta performance grazie all’esclusiva combinazione di ingredienti attivi ovvero l’acido ialuronico, la vitamina C + Niacinamide e l’acido ferulico.
Il meraviglioso packaging del nuovo siero antietà Lancôme
A cosa serve il Siero Rénergie Triple Lancôme?
Il siero serve a ripristinare il volume del viso, far apparire le rughe e linee sottili visibilmente ridotte e, in 8 settimane, migliorare le macchie scure. Mica male vero?
Recensione
Sto usando il Siero Rénergie Triple Lancôme da circa due settimane al mattino e alla sera. Ho seguito le istruzioni riportate nel packaging. Niente di più facile! La prima volta bisogna premere l’erogatore del flacone (meraviglioso) un pò di volte poi, sul palmo della mano, escono tre fluidi, basta mescolarli delicatamente fra loro e stendere il tutto sul viso e sul collo. La texture è morbida, sul viso l’effetto iniziale è troppo glow ma poi si asciuga rapidamente. A me basta una sola goccia sul viso e poi un’altra goccia per prendermi cura del collo (che dimentico spesso).
Sin dalle prime applicazione la mia pelle appare luminosa, radiosa e qualche ruga sottile si è distesa. In questo periodo dell’anno non metto altre creme perché in estate la mia pelle non ama ricevere altra nutrizione. Eccezione fatta per spf che uso tutto l’anno. Inoltre, mi sforzo di bere e di mantenermi bella idratata. Il costo del siero è in linea con le formulazioni avanzate che si trovano nelle migliori profumerie come su Sephora, Douglas e ovviamente sul sito online Lancôme ed anche su Amazon.
Gli ingredienti attivi del Siero Rénergie Triple Lancôme
Siero Rénergie Triple Lancôme è composto da acido ialuronico, vitamina c e niacinamide, acido ferulico per una completa azione anti age
Tre ingredienti attivi, impossibili da combinare insieme, ora uniti per la prima volta tramite un triplice erogatore e caratterizzati da 3 differenti texture.
Acido ialuronico
L’acido ialuronico contenuto nel siero è di nuova generazione ed offre una maggiore penetrazione e permanenza nella pelle (dura fino a 13 volte più a lungo rispetto all’acido ialuronico standard). L’acido ialuronico è noto per la capacità di assorbire fino a 1000 volte il proprio peso in acqua, e contribuisce a levigare e rimpolpare la pelle idratandola intensamente. La texture è cremosa.
Vitamina C + Niacinamide
Un derivato della Vitamina C e la Niacinamide (vitamina B3) che agiscono sulla tonalità della pelle e combattono le macchie scure. La Niacinamide contribuisce a lenire la pelle e a prevenire la formazione di macchie, mentre il derivato della vitamina C contribuisce a uniformare il tono della pelle. L’emulsione è leggera.
Acido ferulico
L’acido ferulico contenuto nel siero è puro al 99% ed è di origine vegetale, estratto dalla crusca di riso tramite la chimica verde. In quanto potente antiossidante, contrasta i danni provocati dai radicali liberi per proteggere la pelle dall’invecchiamento prematuro e dagli effetti del sole, rafforzando la barriera cutanea e migliorando la qualità della pelle. Texture in gel
Il kit completo Rénergie è composto da siero, crema occhi e crema viso
È in corso un nuovo trend su Instagram. Da qualche mese ho notato che sempre più influencer mettono in vendita il proprio guardaroba online oppure organizzano mercatini sia per l’abbigliamento che per l’arredo casa. Poi c’è Chiara Ferragni che ha lasciato casa a Los Angeles.
Chiara Ferragni annuncia che la sua casa a Los Angeles è in vendita
Home Design | Suonare Stella
Credo abbia iniziato Paolo Stella, con il suo progetto di design “Suonare Stella”, ad introdurre il tema dell’abitare e vivere la casa come stile di vita, con la vendita dei pezzi da lui “vissuti”. L’idea è geniale: lui mette a disposizione il suo appartamento, il brand di turno fornisce l’arredamento e per 6 mesi i follower possono vivere ed ammirare i pezzi di design. Allo scadere del sesto mese sono in vendita gli oggetti utilizzati. Ogni 6 mesi l’arredamento cambia perché si alterna un nuovo brand e così si vive un nuovo inizio. E la storia ricomincia.
Post di Paolo Stella che spiega cosa è il progetto SuonareStella
L’esperimento sta avendo un grande successo grazie al supporto di una community di appassionati di design. Le stories ed i post non sono mai banali, raccontano ogni giorno la vita in appartamento e così la collaborazione tra Paolo Stella e il brand acquista valore. Gli allestimenti vengono poi anche ripresi dai magazine di settore. Cresce l’hype. Da qui il passo per lo Shop Suonare Stella con la prima collezione La Gabbia suddiviso per Cucina, Decor, Finiture. Le collaborazioni sono ricercate: accessori per la tavola in porcellana e ceramica Richard Ginori, tappeti fatti a mano Malcusa, carta da Pareti Wall&Decò. Ovviamente questo progetto coinvolge tante persone con ruoli e mansioni diverse…È un’opportunità di lavoro nuova, tanto che lo stesso Stella si è ritrovato ad ampliare il proprio staff. Nuovi designer, architetti, personal assistant.
I libri di Paolo Stella su Amazon (affiliazione)
Saper vedere l’opportunità di business
Veronica Benini – conosciuta come La Spora – ha fatto il botto con la piattaforma di corsi online Corsetty. Ricordo bene quando all’inizio faceva le dirette Instagram dal suo appartamentino per promuoversi e lanciare il primo corso su Instagram. Poi il salto di qualità con riprese professionali, piattaforma online, team di assistenza clienti dedicata, dirette. Insomma, La Spora è riuscita a creare una azienda, scrive altri due bestseller e fattura così tanto da potersi permettere una casa con piscina stile Dynasty a Milano.
I libri di Veronica Benini su Amazon (affiliazione)
Il sotto testo per me è stato ” Se sono riuscita io puoi farcela anche tu!”. Yes! Una delle sue doti è di vedere in lontananza la nuova opportunità e di saperla raccontare molto bene.
Post nel quale la Spora comunica la data del mercatino dell’usato
La Spora ed il mercatino dell’usato
Poi il grande cambiamento di vita e un nuovo amore. L’azienda della Spora cambia passo, l’appartamento di Milano lo lascia per trasferirsi a Tarifa in un appartamento centrale. Qui il genio. Invece di portarsi dietro abiti e scarpe si affida a Daido, Arianna e Veronica, due giovani ragazze specializzate in organizzazione di armadi on line. Gli abiti ed accessori da sciura milanese vengono messi in vendita su Vinted che ha un grande successo.
Post della Spora in fase di nuovo cambiamento
Da qui una nuova sfida. Aprire le porte dell’appartamento milanese e organizzare una vendita di complementi d’arredo (divani, sedie, specchi), abiti e quanto rimasto. Nessuno sbatti, nessun scatolone, tutto in bella vista. Mercatino di due giorni in presenza. Visto e piaciuto in un week end.
Post che spiega il mercatino del riuso
Il mercatino è stato un successo, la community ha risposto bene perché tutto è stato comunicato nel dettaglio su Instagram. L’organizzazione nuovamente affidata alle ragazze di Daido. Bastava prenotare il posto e presentarsi per guardare per bene gli oggetti esposti.
Il lato positivo: la Spora si è liberata di un sacco di cose, ne ha ricavato dei soldi, la community si è divertita e alcuni fortunati hanno fatto un affare, le ragazze di Daido rafforzano il loro brand e capacità, gli oggetti hanno una seconda chance. È a tutti gli effetti un esempio virtuoso.
Le ragazze Daido con Veronica Benini (La Spora felici della riuscita del mercatino dell’usato
Vintage, second hand, sostenibilità, riuso. Se ne parla da anni, la moda sostenibile è un fatto non solo un trend, c’è possibilità di monetizzare. Vinted è l’applicazione che promette affari d’oro. Per chi ha capi di abbigliamento di lusso parcheggiati nell’armadio è una benedizione. È facile da usare e non ha commissioni alte. Perfetta per chi desidera l’usato (o anche il nuovo ma parcheggiato da anni) e fare buoni affari.
Vinted | Vestiaire Collective
Vinted è un’app di shopping online. È un’ottima opportunità di compro / vendo usato. È ottima soprattutto per gli influencer che, forti della loro community, possono essere certi di svuotare l’armadio, di vendere l’impensabile.o
Anche il concetto di riuso è un’opportunità per gli influencer. Si sbarazzano di una montagna di abiti collaborando con un negozio che si offre di mettere in vendita le loro scarpe, borse, abiti che ora sono inutilizzabili.
L’influencer Giulia Torelli aka Rockandfiocc è molto attiva su Vinted. Abile a comprare e rivendere pezzi griffati
Monetizzazione dell’influencer
Per esempio Giulia Torelli (RockandFiocc), Andrea Batilla, Federica Micoli in questo 2022 ne hanno dato e continuano a darne prova.
Per me seguirli è anche un esercizio sociologico perché scopro l’esistenza di nuovi trend e nuovi lavori.
Sono tutti influencer con una community forte e fidelizzata, la gente che ruota attorno a loro, li adora mentre parlano di moda, di riciclo, di sostenibilità, di sfilate, cambi e sistemazione di armadi. È un fenomeno interessante. Ognuno di loro ha dei punti di vista originali e ci sono spunti di attualità che mi fanno riflettere. Ricordiamoci che la maggioranza delle cose che vengono fatte devono intrattenere la community e generare engagement. Sono profili business e quindi devono essere anche opportunità di guadagno.
L’influencer Giulia Torelli in azione. Tempestiva nel caricare e vendere pezzi cult per le sue followersAndrea Batilla | Profilo su Vestiaire Collective Anche Federica Micoli ha fatto il suo mercatino appoggiandosi a un negozio con shop online dedicatoFederica Micoli – Post di lancio della vendita speciale di una quarantina di abiti / scarpe del suo guardaroba.Federica Micoli ringrazia tramite stories chi ha acquistato il suo guardaroba
Alessia Foglia – Post di lancio del suo libro dedicato a Vinted: i miei segreti per monetizzare e fare acquisti sicuri
Il libro di Alessia Foglia su Amazon (affiliazione)
Il successo per gli influencer su Vinted / Vestiaire (ed anche Vetrine di Amazon) deriva dalla loro notorietà. È più facile per loro vendere perché sono seguiti, apprezzati e la possibilità che i loro articoli vengano acquistati è molto alta. Per il resto degli utenti, che accedono alle piattaforme di shopping online e che caricano i loro prodotti, la percentuale di fare ottimi affari è minore. Ed anche di fare cattivi affari perché per comprare articoli di valore ci vuole occhio ed esperienza nel riconoscere un vero da un falso.
Libri degli influencer su Amazon (affiliazione)
Conclusioni
Negli ultimi anni la professione dell’influencer si è affinata ed evoluta tantissimo. È innegabile che ci sono influencer che, ogni giorno, ispirano ed influenzano migliaia di persone spingendole in acquisti o semplicemente facendogli conoscere nuovi prodotti. Ci sono poi influencer che fanno cose, agiscono, creano e realizzano progetti. Quelli che ho raccontato in questo articolo sono progetti anche complessi che coinvolgono altre professionalità. Nascono nuove collaborazioni e nuovi lavori. Come l’organizzazione e creazione dello shop on line su Vinted / Vestiaire Collective o del mercatino dell’usato oppure di affinare la capacità di acquistare a poco e rivendere al giusto prezzo.
Canova Gloria Trevigiana – Inaugurazione della mostra venerdì 13 maggio al Museo Bailo di Treviso. A cura di Fabrizio Malachin, Giuseppe Pavanello e Nico Stringa, un’esposizione che presenta Canova e la bellezza dell’antico, ma anche Canova come straordinario contemporaneo annunciatore romantico.
Canova Gloria Trevigiana. Dal 14 maggio al 25 settembre 2022 – Treviso Museo Luigi Bailo
La mostra, che rimarrà aperta fino al 25 settembre 2022, si articola in un percorso ricco di oltre 150 opere, sviluppato in 11 sezioni, in un Bailo i cui spazi espositivi sono stati notevolmente ampliati dai recenti lavori di restauro. Diversi i temi canoviani in mostra: dalle sculture eroiche, con l’inedito gesso del Cavallo preparatorio del famoso gruppo Il Teseo in lotta con il centauro di Vienna, alla modernità romantica, con le meditazioni sulla figura femminile afflitta (siamo nel campo delle Maddalene) e i gruppi gentili e amorosi (Amore e Psiche). E ancora i ritratti, le incisioni, le celebrazioni canoviane, la fotografia (con una selezionedi 30 straordinari scatti artistici canoviani del fotografo Fabio Zonta). Una sorpresa tutta da scoprire è l’intervento creativo di Anderson Tegon con Pepper’s Ghost: un suggestivo spettacolo video-multimediale all’interno della Galleria.
Inaugurazione Mostra Canova Gloria Trevigiana
La presentazione ufficiale, alla presenza delle istituzioni, si terrà venerdì 13 maggio alle ore 19.00, nel piazzale antistante il museo con invito a tutta la cittadinanza.
In occasione dell’apertura della mostra, inoltre, tutti i cittadini residenti nel Comune e nella Provincia di Treviso potranno accedere gratuitamente al Museo Bailo per tutto il weekend di sabato 14 e domenica 15 maggio 2022.
Per celebrare la Notte dei Musei 2022, sabato 14 maggio il Museo Bailo rimarrà aperto anche in orario serale, fino alle 23:00. Il Museo Santa Caterina seguirà invece orario regolare (10:00-18:00).
Per saperne di più, per biglietti e agevolazioni vai qui
“Il sogno cinese… Oggi tutti parlano del “Sogno cinese”. Io ritengo che il più grande sogno della nazione cinese sia proprio realizzare la sua rinascita.” Sono parole di Giada Messetti contenute nel suo primo libro “Nella testa del Dragone” che sto leggendo con grande attenzione. Sono molto curiosa e interessata a scoprire l’identità e le ambizioni della Cina. In questo post riporto alcuni concetti molto interessanti sul progetto politico e della visione di XI Jinping.
Il sogno cinese
Il sogno cinese condensa i desideri a lungo covati da generazioni di cinesi, incarna tutti gli interessi del popolo e della nazione cinese. Il Sogno cinese è la speranza comune di ciascun figlio della Cina. Queste poche frasi contengono già molti dei capisaldi di quello che verrà definito il pensiero di Xi Jinping e che sarà introdotto nella Costituzione cinese nell’ottobre 2017, durante il XIX Congresso del partito. Le parole Sogno Cinese e “rinascita” sono i concetti che trainano tutta la politica di XI Jinping.
XI Jinping
Quali sono le differenze tra il sogno cinese e il sogno americano?
Il Sogno cinese, per assonanza, richiama alla mente quello americano. Hanno sicuramente dei tratti comuni, ma di base sono profondamente differenti. L’american dream è un sogno individuale dove un singolo, impegnandosi e lavorando sodo, riesce a ottenere la propria realizzazione e il proprio successo. Il Sogno cinese è un sogno collettivo, il cui il singolo si impegna e lavora per portare al successo anche gli altri ovvero il successo, il benessere, la prosperità della Cina.
La distanza tra i due sogni è la principale differenza tra pensiero occidentale e orientale: il nostro modo di ragione è individualista, analitico, “lineare” e attento alla classificazione, mentre quello cinese è “circolare” e olistico, più legato al contesto e più attento alla concatenazione. L’idea di isolare analiticamente una frazione di realtà, anche nella vita di tutti i giorni, per un orientale non solo è assurda, ma è anche piuttosto complicata. È infatti abituato a pensare a qualsiasi individuo e a se stesso sempre in relazione con il contesto.
Come si realizzerà il Sogno Cinese?
Noi occidentali non siamo abituati a osservare la politica muoversi secondo una visione di lungo periodo, ma se esistono due tratti caratterizzanti dell’azione dei leader cinesi, sono proprio la lungimiranza e la capacità di programmare. Il Sogno Cinese è la bandiera di Xi Jinping ed è un progetto politico che ha un amplissimo orizzonte temporale.
Il progetto prevede due scadenze importanti, note con l’espressione “i due cento”: centrare l’obiettivo interno di una società “moderatamente prospera” entro il 2021, centenario della fondazione del Partito comunista cinese, e raggiungere il traguardo esterno di rendere la Cina una nazione “pienamente sviluppata”, completando il processo di rinascita che la porterà a rivestire nuovamente una posizione di primato nel mondo. Un posto che le spetta: “Cina” letteralmente in cinese significa “paese del centro”.
Il secondo target dovrà essere raggiunto entro il 2049, il secondo centenario, quello della fondazione della Repubblica popolare cinese. L’obiettivo di Xi Jinping è un sogno di benessere che abbraccia una visione geopolitica. La rinascita cinese.
Le Grandi dimissioni in Italia è un articolo apparso su Repubblica il 2 febbraio 2022 scritto da Valentina Conte e Raffaele Ricciardi. Mi ha colpito molto perché racconta il difficile passaggio storico che sta vivendo il nostro Bel Paese. Ma in modo diverso dalla narrazione mainstream.
Qualche numero
Un milione e 362 mila lavoratori si sono dimessi nei primi nove mesi del 2021. Quasi il 30% in più del 2020, primo anno pandemico, ma anche il 6% in più del 2019, senza lockdown né restrizioni.
Nastuh Abootalebi | Unsplash
Cosa succede nel mercato del lavoro italiano?
Perché si lascia il posto volontariamente, senza essere licenziati, né pensionandi, né in scadenza di contratto? Tutto farebbe pensare a scelte di vita diverse, dopo lo stress psicologico e fisico della pandemia: il burn-out , l’esaurimento che brucia le carriere. Ma qui non siamo negli Stati Uniti, dove pure il fenomeno del job quitting o Great Resignation (la Grande Dimissione) c’è ed è vistoso tanto che The New York Times Magazine ha dedicato un numero ad hoc. I dati raccontano un’altra storia. Più che “lascio il posto e cambio vita”, sembra un “lascio il posto di prima per uno migliore”.
Le Grandi Dimissioni in Italia
Non ci siamo abituati, perché il nostro mercato del lavoro è da sempre tra i più rigidi. Ma con un Pil rimbalzato del 6,5% nel 2021 dopo un tonfo del – 8,9% nel 2020 la mobilità occupazionale tra alcuni settori economici si è fatta sentire anche in Italia. “Non a caso tra i settori al top di dimissioni ci sono costruzioni, manifattura e sanità, tra i più vivaci della ripresa”, conferma Francesco Armillei, assistente di ricerca alla London School of Economics e socio del think tank Tortuga, il primo a lanciare il dibattito tra gli studiosi in Italia. L’ultimo suo articolo su lavoce.info “smentisce alcune narrazioni”, dice lui.
“Non è vero che il fenomeno riguarda soprattutto i giovani, anzi sono gli over 50 i più coinvolti. Non sono le donne a dimettersi di più, ma gli uomini. Non si lascia il posto fisso, il lavoro della vita, ma per lo più contratti a termine. Non sono i laureati a “fuggire”, ma si lascia a tutti i livelli di istruzione. Di sicuro lo stress pandemico ha avuto un impatto, basti pensare al +400% di dimissioni tra medici e infermieri. Ma non è la sola spiegazione”.
Il comparto edile, ad esempio, ha visto un boom di chiusure volontarie di contratti: da solo spiega il 28% dell’aumento totale. Ma qui il sospetto è che abbiano pesato più i bonus governativi (l’Ance denuncia da tempo la nascita di “ditte improvvisate”) che la voglia di fare impresa. Ci sono, certo, anche scelte di carattere personale: “Chi ha cercato di mantenere lo smart working, o ha preso in considerazione offerte lontane grazie al lavoro da remoto, mentre prima le scartava perché non voleva trasferire la famiglia”, ragiona Stefania Tomasini, senior partner della società di analisi economica Prometeia che con Legacoop ha rilanciato il tema in un recente dossier. Questo turnover è “sano, se assecondato dalla domanda di lavoro delle imprese”.
La narrazione del “mollo tutto è fuorviante”
A tendere potrà crescere, “considerando gli investimenti in arrivo in digitalizzazione e sostenibilità, che richiedono profili più qualificati”. Per questi “c’è una rara occasione di scegliersi il lavoro e ridurre il mismatch tra percorso professionale e impiego”, dice Maurizio Del Conte, giuslavorista alla Bocconi di Milano. Il rischio è che sia un lusso riservato a pochi e allora “bisognerà stendere le reti di protezione per i lavoratori più fragili”, quelli che non hanno da sfogliare offerte, aggiunge Tomasini. Un fenomeno da monitorare da vicino, dunque, appena i dati permetteranno di descriverlo meglio, per evitare che si trasformi in un boomerang sociale e allarghi la forbice di uscita della pandemia. Per ora, Del Conte smonta la narrazione del “mollo tutto”: “Non siamo di fronte a balzi nel buio per seguire il sogno del chiringuito sulla spiaggia sudamericana. Ma transizioni da un posto all’altro: significa che c’era una buona opportunità occupazionale sul tavolo”. D’altra parte, chiosa Del Conte, “in un mercato rigido e avaro di opportunità come il nostro, il salto nel vuoto è una scelta molto difficile che i numeri non ci dicono sia stata fatta “. In fondo, non siamo in America.
fonte Repubblica del 2 febbraio 2022 di Valentina Conte , Raffaele Ricciardi
Scrivere un curriculum è sempre stato un compito difficile. Ho chiesto consigli altrove perché doveva essere letto e valutato da sconosciuti. Chi mi diceva di scrivere tutto in una pagina, chi di scrivere le mansioni e di riportare i risultati, che il formato europeo era (è) la morte, chi di omettere i dati sensibili, chi registrarsi solo su LinkedIn e lì iniziare a confrontarsi con persone affini. Perché sai Katia, conta il network.
Quanta confusione.
Scrivere il curriculum nel 2022 è un terno al lotto.
Alla fine, in vita mia, ne ho scritto solo uno di curriculum vitae. Accattivante, sintetico e l’ho adattato di volta in volta, in base a chi doveva leggerlo. E i lavori sono arrivati sempre. Ma oggi? A dirla tutta il cv (quella paginetta) non mi rappresenta più, anzi il cv mi è sempre stato un pò stretto. Limitante. È un elenco di esperienze fatte nel passato (anche se recente) in aziende piccole, medie e grandi. Ma io non sono più solo quella lista di esperienze, di studi, di corsi, di risultati e obiettivi raggiunti. Mi sono evoluta. Sono migliorata.
Nel frattempo, in questi due anni di pandemia, il mondo (non solo del lavoro) è cambiato. Io sono cambiata. Mi sono venute in mente le parole della poetessa Wisława Szymborska
SCRIVERE UN CURRICULUM
Cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda, e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto il curriculum dovrebbe essere breve.
È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi e ricordi incerti in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale, e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli, cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente? Il fragore delle macchine che tritano la carta.
Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti. Lo è stato a lungo, poi non lo è più stato e non lo sarà mai più. In questo articolo ti spiego perché.
Mi succede di confrontarmi con persone che vorrebbero aprire una propria attività (solitamente un e-commerce) come reazione alla propria situazione lavorativa oppure dopo il diploma o la laurea. Le difficoltà nel trovare un lavoro stabile, con uno stipendio dignitoso e magari vicino casa sono in cima alla top ten delle motivazioni. Ci sono anche realtà fisiche in affanno che con due spicci esigono un e-commerce che fatturi e generi utile.
Gli stessi passi vincenti
Del resto l’informazione mainstream ci dice che il digitale è vincente (ecommerce, contenuti e servizi da vendere, lo streaming video, podcast, corsi, webinar, delivery…). Dei video virali ci spiegano come fare un e-commerce da zero, creare reel efficaci e costruire una community su Instagram. Lo step successivo è affidarsi a Google e YouTube per recuperare informazioni gratis ed tricks. Per affinare le proprie competenze basta acquistare corsi in promo o in early bird. Si guarda, si compra ma non si fa pratica.
Randy Tarampi | unsplash
Nel frattempo in azienda, non solo quella in affanno, compare il consulente esperto in strategia digitale che ne sa più del team interno e si fa odiare da tutti gli sgobboni che poi dovranno mettere in pratica la teoria che loro stessi avevano pensato ma, che tra il dire ed il fare, ci vuole uno sviluppatore. A volte la scoperta dell’acqua calda è costosa.
Lo step successivo è affidare alla comunicazione online il ruolo di diffondere la propria esistenza e il proprio business. Il gioco è fatto. Ehm no, bisogna fare una campagna a pagamento che sia Google Ads, Facebook Ads, Pinterest Ads.
Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti
Per un decennio è stato possibile far funzionare un’attività usando con costanza la comunicazione online e facendo un pò di advertising. Si ottenevamo davvero ottimi risultati, soprattutto in termini di visibilità (attraverso il traffico organico generato da Google e Facebook, poi da Instagram). Ma quell’epoca è finita. Quella cosa lì è morta. Non può più succedere né più succederà. Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti.
Le regole della comunicazione online 2022
Nel 2022 la comunicazione online segue regole precise e brutali. La regola di partenza è che un brand deve diventare un oggetto del desiderio di qualcuno. Tutto può essere un brand: una persona, un marchio, un prodotto, un servizio. In ogni caso bisogna che quello che si vuole vendere sia desiderato, e tanto. Il desiderio va quindi costruito e alimentato.
Il desiderio si crea diventando personaggi, mettendoci la faccia. È la strada dell’influencer e/o del creatore digitale. Il trucco è vestire i panni in cui ci si muove meglio e si è a proprio agio per trasmettere naturalezza e autenticità (pensiamo a personaggi carismatici, interessanti, utili, divertenti, polemici, di parte, in difesa di …). Quello che conta è dare un motivo per farsi seguire, e quindi fare intrattenimento. Non a tutti piace, poi penso ai timidi, introversi… Ma bisogna comunque trovare un modo di costruire e alimentare il desiderio. Ognuno deve trovare la sua strada, ed è più difficile e inizia anche a diventare più costoso.
Trova il tuo modo
Non metterci la faccia si può, ma bisogna comunque metterci qualcosa o qualcuno. Chi non vuole percorrere la strada del creator digitale deve ingegnarsi e parecchio. Produrre contenuti comunque coinvolgenti e riconoscibili. Mettere quello che si vende addosso (più o meno letteralmente) a gente pazzesca con un gran seguito sui social, collaborare con altri creator digitale il più possibile, organizzare eventi, trovare il modo di portare quello che vende il più vicino possibile al suo pubblico.
Si può scegliere di non metterci la faccia ma non si può più non comunicare. Sperare che qualcuno si accorga di te perché sei bravo in quello che fai, perché i tuoi prodotti sono eccellenti, perché a te interessa solo la qualità. Se vuoi comunicare online il tuo lavoro non si può prescindere dal fatto che hai bisogno di farti conoscere e quindi di comunicare.
Ci sono delle alternative?
Sì, ne ho individuate tre.
La prima è avere molti soldi a disposizione per delegare la comunicazione del tuo business: alla pubblicità, ai creator, a freelance e a dipendenti che lo facciano al tuo posto.
Il secondo è lavorare con le relazioni offline: amici, conoscenti, parenti, eventi. Bisogna avere una rubrica del telefono ben nutrita delle persone giuste. E un grand carisma.
Entrambe le soluzioni sono risorse che non sono disponibili a tutti.
Il terzo è lavorare con altre aziende, con cui creare relazioni durature, e sbattersene della comunicazione. È la strada del consulente, che per sua natura si adatta meglio a chi vende competenze o servizi.
Conclusioni
Questo articolo non è particolarmente motivazionale ed è fuori dal coro mainstream “se vuoi puoi”. Magari, dopo averlo letto, sei di cattivo umore. Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti. Lo è stato a lungo e di sicuro fino a 5 anni fa – più o meno. Poi non lo è più stato e non lo sarà mai più. Comunicare fa parte del proprio lavoro: chi non vuole comunicare non è adatto a lavorare in proprio o lavorare con il digitale. Chi vuole mettersi in proprio oppure è una piccola realtà fisica che vuole aprire un’e-commerce, è bene che lo faccia a ragion veduta, con aspettative reali, e che magari si prepari a rinunciare, prima di buttarsi, e rischiare di farsi molto male.