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Land Art

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Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga - Mano per la Pace

Quando si dice il caso… Grazie ad una ricerca su Flyckr ho conosciuto un grande artista friulano,
la cosa incredibile è che ci separano solo 500 metri. Le nostre case, distano qualche chilometro.
Sto parlando di Gabriele Meneguzzi che, insieme a Vincenzo Sponga, sono i massimi esponenti italiani
della Land Art. Un’arte bellissima e difficile perché espressione pura di sapere, tecnica e manualità.
I due artisti creano solo ed eslcusivamente con materiali naturali (banditi chiodi, colori di sintesi, colle etc.), con quello che Madre Natura offre in quel posto, in quel periodo dell’anno.
Sarà il tempo e quindi la natura stessa, a decidere quanto dovrà durare l’opera d’arte. Il messaggio è attualissimo: proteggere l’ambiente, rispettarlo ed esaltarlo.
Il signor Gabriele mi ha mostrato con gioia i cataloghi che testimoniano le loro opere, mi ha illustrato
il progetto Humus Park del quale sono ideatori e curatori dal 2008. “D” di Repubblica ha collocato Humus Park tra le manifestazioni più interessanti a livello internazionale. Le opere di Meneguzzi e Sponga sono costantemente premiate al Concorso internazionale di Land Art di Grindelwald in Svizzera e solo a parlarne il signor Gabriele si emoziona, ha gli occhi lucidi. In quel momento i due artisti rappresentano l’Italia intera. Da artisti rinomati girano il mondo, presenziano a convegni d’arte internazionali e partecipano a workshop importanti.
La cosa meravigliosa è che puntano sui giovani, uno dei loro obiettivi è tramandare il loro sapere agli artisti di domani… Raro esempio di condivisione in un Italia sorniona, bravi bravissimi!!!
Su Meneguzzi, Sponga e la land art visitate www.vivoverde.com
Sulla manifestazione Humus Park andate qui: www.humuspark.it

Armani make up – Spring Collection 2011

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Megan Fox – La femme bleue Armani

Pausa pranzo sfruttata al meglio…tramezzino e trucco nuovo. La mia profumeria del cuore, Aurora di Pordenone, mi ha proposto una seduta di make up Armani, ai pennelli Beatrice. Non volevo un trucco “speciale”, da sera, ma un trucco da giorno, tipo acquaesapone.

Armani spring collection 2011

Alla fine, tra sciabolate di pennelli, nuance rosa-beige-giallo, il mio viso è truccato ma non si “vede”. Mi sono piaciuti soprattutto il fondotinta (Lasting Silk UV foundation SPF 20, 4 – light sandy beige), ombretto rosato (Maestro eye shadow, 34 – pale peach) e sulle labbra un velo di rosetto (il nuovo Rouge d’Armani – pink 503). Missione compiuta, brava Beatrice!
Mi hanno colpito molto i prodotti per la primavera 2011 – la femme bleue. Sarà che come testimonial Armani ha rinnovato la bella  Megan Fox, allo stesso tempo forte e femminile. La palette e matite occhi sono importanti: blu turchese, verde foresta, grigio artico. Mescolati insieme danno un effetto mauve-viola impalpabile e luminoso.
Bella anche la tonalità del blush e dei due rossetti. Io ho comprato un rossetto rosa, viva la primavera!!! Per fortuna che ho la tessera da “veterana” perché bisogna dirlo, il make up Armani è di qualità ma si fa pagare.

Lavoro, contratti, persone e rispetto

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Vignetta di Katia Mariani Firenze, gennaio 2006

Non c’è più rispetto neanche tra di noi.

Contratti a tempo determinato, indeterminato, co.co.pro ci.ci.ci… Pi pi pi… Va beh ma di cosa stiamo parlando? Di contratti di lavoro, giusto, ma solo in apparenza e in parte.
Perché il modello contrattuale di tanti giovani d’oggi è solo una copertura per nascondere una questione più profonda e importante.

La considerazione della persona intesa come essere umano.
Mi spiego meglio… I contratti da sempre servono per stabilire degli accordi, uno scambio, perché vi siano regole, diritti e doveri da rispettare da ambo le parti. Parliamo di chiarezza e trasparenza, sancita dalla firma delle due parti che stipulano questo accordo.

Io azienda, stabilisco delle regole, le formalizzo su un contratto, a te poi decidere se accettare oppure no. Bene, in linea di massima fin qui tutto bene.

Passa un po’ di tempo, si, dalle esperienze che sento e che ho raccolto e ho sentito nel corso degli ultimi otto anni di solito passa qualche mese e ti ritrovi…

A fare straordinari non pagati, a svolgere mansioni che non erano state concordate, a cercare in tutti i modi di uscire da una situazione che non era quella che ti avevano raccontato.
Ormai le aziende si attaccano alla crisi, al momento difficile per cercare di spremere più che possono i lavoratori, che vuoi perché c’è il mutuo, vuoi che tengono famiglia e figli, la macchina da pagare subiscono o meglio collaborano senza lamentarsi.

Non parliamo neppure della situazione delle donne e del lavoro… Situazione pietosa! E io che vorrei così tanto fare una famiglia… 🙂

Sapete cosa? Non è neppure questo il problema, no signori e sig ore mie, possiamo passare sopra anche a questo, ci teniamo al nostro lavoro, cerchiamo di svolgerlo con la famosa passione che ci arde dentro… No?

La faccio breve, la cosa insopportabile di tutta questa storia è… Che si da tutto per scontato! La disponibilità viene presa, considerata ovvia, perché si desume che una persona dedichi la vita solo al lavoro. Non possiamo avere una vita sociale, almeno non fino alle otto di sera almeno… La disponibilità non si chiede più, non esiste il per favore, per cortesia, no, bisogna! È urgente! Deve essere assssolutamente fatto! Poi, alla fine della fiera, neppure un grazie.

Così un bel giorno, dopo aver dedicato tanti anni all’azienda in cui credevi e a cui hai dedicato tanto tempo che non risultava da nessun contratto etc. Etc. Ti lasciano a casa per… Ehm… Boh, qui aggiungete un po’ voi una scusa qualsiasi a caso…

Su questi discorsi una persona, un giorno mi ha detto: ma chi te lo fa fare, non ti riguarda, non combattere la guerra degli altri.
Questa persona si sbagliava, non oggi, non domani, ma può capitare ad ognuno di noi.

Siamo persone, siamo esseri umani meritiamo rispetto.

A sirene spiegate

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Il souk dei tintori a Marrakech

Stiamo vivendo giorni incredibili. Il nord Africa è in subbuglio, la spinta di libertà, di rivoluzione è sotto gli occhi di tutti.
Sospirone.
Ho una passione autentica per il Maghreb.
La scorsa estate ho visitato in lungo ed in largo Marrakech, città affascinante di giorno e di notte. Cultura, tradizione, religione, turismo, cibo, divertimento. E’ una perla nel deserto.  Tra il meravigliato/incredulo cercavo di conoscere/capire gli abitanti della medina, i tintori e fabbri del souk, le persone che nonostante caldo, fame e sete lavoravano e praticavano il Ramadan da veri musulmani,  i bimbi che facevano i grandi,  i pochissimi anziani che incontravo per strada.
Di Marrakech potrei scrivere post su post da quanto mi ha colpito ma preferisco far parlare il video e l’immagine qui a fianco. Il nuovo ed il vecchio insieme. 
La maglietta del tintore nel souk è emblematica!!!
La sirena che suonava all’alba (4,30!!! sussultavo ogni volta nel letto) e al tramonto a ricordare l’inizio e la fine del digiuno e … parabole ovunque.
Non facciamo i miopi 🙂

La fretta

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Milano – Settimana della Moda

Eccomi qui! Periodo di latitanza…
Tante cose da fare, tanta roba da seguire. Mi ritrovo sempre con un sacco di spunti, conoscenze da approfondire, amicizie da coltivare, affetti da coccolare e amare, viaggi da fare.
Sotto la spinta di alcuni amici e follower riprendo a postare.
Che stupore/rossore sentirsi dire “ehi, aggiorna il blog” ,“mi fa compagnia”, “mi fa sorridere”, “anche io vorrei postare cose intelligenti”, “ma dai trova il tempo, no!”, “ti tengo d’occhio”, “mi hai fatto venire voglia di scrivere e per la prima volta ho aperto un blog. Vincendo un pudore decennale. Ti dirò.”.
La medaglia ha due facce: ho un sacco di temi che conto di sviluppare  ma a volte mi ritrovo senza lucidità ed ironia per mettere nero su bianco i miei pensieri.
Siamo sempre di fretta, sempre un occhio all’orologio, all’agendina, frulliamo tutto il giorno, non riusciamo a dire di no. Penso sia uno dei mali comuni del nostro tempo.
Sarà che in fondo ci sta bene così, cioè… vuoi mettere la soddisfazione quando uno si stravacca sul divano senza pensieri perché ha fatto tutto quello che aveva in testa ? E’ impagabile.
Poi però arriva il contraccolpo, ehi, trottollino sei ansiogeno e aggressivo. Non va bene.

La vita passa in fretta (Dimmi dove sei
Quanto tempo ci metti ad arrivare?
Dobbiamo andare, son già le 6:00)
Tu mi fai fretta (Quanto tempo stai?
Ho da fare miliardi di cose, non puoi immaginare)
La vita passa in fretta (Prendi ciò che puoi
Ne parliamo poi, esci con noi, vorrei che non dicessi)
Tu mi fai fretta (Dimmi cosa fai, dove vai
Da che parte stai, dopo questa chi vedrai?)

Fabri Fibra – Controcultura – La Fretta

Ispettore Barnaby – Serie TV e pagina Facebook

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Campagna Inglese Oxfordshire
Campagna Inglese Oxfordshire

Pagina Facebook Ispettore Barnaby

Continuo a seguire con un certo interesse la serie dell’Ispettore Barnaby in onda il sabato sera alle 21:30 su La7. Molti pensano che sia una serie per “vecchi” invece le vicende raccontate nei vari episodi sono sempre ben congeniate e mai banali. Come originali risultano essere le varie location ricreate nelle sperdute campagne inglesi.

In merito a questa serie, ho attivato la pagina Facebook dell’Ispettore Barnaby dove cerco di mettere assieme un po’ di fan della serie. Ogni settimana certo di mettere video, immagini di location e backstage, articoli, mappe dei luoghi dei delitti e tante curiosità.

La pagina del gruppo Facebook dell’Ispettore Barnaby è raggiungibile tramite questo link: http://www.facebook.com/pages/Ispettore-Barnaby/178952472138842

Nel Tempio di Vogue

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Milano – Ufficio di Franca Sozzani

Ho appena finito di leggere un altro post di Franca Sozzani. Scrive sempre un sacco di cose intelligenti e riesce ad argomentarle bene. Non per niente sta a capo di Vogue Italia dal lontano 1988. Sono passati due mesi esatti da quando ho avuto il piacere di conoscerla. Un’opportunità unica, rara, eccezionale. E’ andata così: scopro che per l’uscita del suo libro avrebbe aperto le porte della sua redazione ad un numero ristretto di comuni mortali. Ho aspettato che scattasse l’ora x e mi sono iscritta alla lista numero 3, le prime due erano state chiuse dopo poche ore, ho pensato “non mi sceglieranno mai”. E invece no, hanno risposto, sono stata scelta. Detto fatto, io e Marchetto Draper varchiamo il portone della  Condé Nast. Lui poi, curioso più di una donna, si è scatenato nel reparto grafico e ha scambiato parole e tecnicismi con i suoi simili e con la fotografa di redazione. Io invece ho fatto delle chiacchiere gustosissime con Carlo Ducci, caporedattore attualità: faceva l’avvocato, si annoiava a morte, è scappato a Londra per 5 anni e sa tutto di finanza, poi la Franca gli ha dato una chance e lui se l’è giocata bene. Alla domanda “qual è stato il tuo momento Vogue ?” mi ha risposto “quando ho intervistato Nelson Mandela”. Silenzio e ammirazione…pensavo “sto parlando da  mezz’ora con la persona che ha intervistato Mandela, cioè un grado di separazione”. Volteggio nei corridoi, alle pareti sono appesi scatti meravigliosi, sembra di stare in una galleria di arte moderna. Sono tutti cordiali e disponibili, alle redattrici moda chiedo “ma dove li tenete i vestiti ?” Gran risate. Chiacchieriamo di tutto, di quello che andrà in primavera, delle manie degli stilisti, del continuo lavoro di ricerca, studio ed impegno che sta dietro all’uscita di un numero di Vogue. E alla fine il grande incontro. Sono emozionata, mi sento un’po’ come la Andy de “Il Diavolo veste Prada”. Il suo ufficio è enorme, come il mio appartamento. In più c’è anche Luca Dini, il direttore di Vanity Fair e Gabriele Colangelo, astro nascente della moda . Cosa gli racconto ? Come mi presento ? Decido di essere me stessa. La Franca  è gentile, disponibile e sorridente. Pensavo se la tirasse ed invece no. Risponde divertita alle mie domande un’pò fuori moda, una su tutte “ma non si è ancora stancata di parlare di vestiti ?”. 

In generale tutti mi hanno trasmesso fiducia nel futuro, persino contatti e dritte professionali della serie “il mondo è la fuori, giocati bene le tue carte!”. Indelebile uno dei consigli  del direttore di Vogue “mantieni sempre l’entusiasmo”. Lo ha anche scritto di suo pugno, nero su bianco, come dedica personale. In quella fantastica giornata qualcosa di buono anche io Marchetto Draper dobbiamo averlo fatto. Giorni dopo ci siamo rivisti su vogue.it. Che meraviglia!

Coccole in pausa pranzo

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Paris  – Galeries Lafayette

Guerlain è nel mio cuore da anni. Porta con sé un ricordo speciale. Paris, l’amour fou, le bistrot, la vie en rose. Galeries Lafayette, Natale, piano terra. Due perfetti esemplari di campagna.S.“Aspetta qui!”
K.“Ma che fai, sei scemo? Dai che ci arrestano!”
S.“Ma dai, è un gioco!”
K.“Va bene dai, bendami”
S.“Ok… te lo dico io!”
K.“Sì si! Oh stammi vicino che inciampo”
S.“Sei proprio carina con la bendina”
K“Che scemo! Ma ci stanno guardando ?”
S.“No no…”
S.“Ora! Tnanaaaa!”
K.“OHhhhhhhhh”
Meraviglia e stupore.  Momento da cartolina, ci siamo riempiti gli occhi di bellezza. Davanti a noi troneggiava un albero altissimo, quasi a toccare il terzo piano, bellissimo, tutta una lucetta e pieno di palline rosse. Guerlain tutt’attorno.

Così quando la mia profumeria preferita, Aurora di Pordenone, mi ha chiamato per la prova cabina dei nuovi trattamenti Guerlain, ho risposto subito di sì. Mi accoglie sorridente, Jessica. Posso scegliere: maquillage o trattamento relax. Sono le 13 di venerdì, pausa pranzo, non ci penso due volte e opto per il trattamento relax. 40 minuti, e sottolineo 40’’ di trattamento cosmetico con prodotti deluxe. La cabina è confortevole, profumata e coccolosa, c’è pure la musica new age di sottofondo. Jessica è davvero brava, solo sfiorando il mio viso mi dice quello che io so da anni. Pelle sensibile, ha bisogno di idratazione, specie in inverno con gli sbalzi di temperatura, le rughe sono in agguato. Maledette. Passa il latte e il tonico, profumano di buono, si lancia con il massaggio, mano di fata.

Poi applica la maschera idratante. Mentre questa fa il suo lavoro in profondità, Jessica compila la mia scheda di bellezza fatta di prodotti dai nomi fantastici Happylogy giorno e notte, Secret Divin, Crème fraiche Supernova, Abeille Royale, Crème sos, suggerimenti per l’inverno e l’estate. Poi toglie la maschera, applica crema occhi e crema viso. Sono le 13.45 come mi aveva detto. Esco dalla profumeria raggiante con annessa sportina di campioncini. Sono proprio fortunata.

Superstizioni

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Oggi è l’11-02-2011, una data palindroma, in altre parole resta uguale a se stessa sia se letta da sinistra verso destra sia se letta da destra verso sinistra. Insomma come yamamay.
Alla radio hanno detto che secondo le credenze porterebbe male.
Secondo i superstiziosi, le date palindrome, al pari dei numeri 13 e 17 porterebbero sventure, specialmente se cadono di venerdì. Uhhhhhhhhhh…. Paura!Mmm, oggi è venerdì, c’è pure un nebbione da talpa. Tocchiamo ferro e legno. Ma altri pensano invece che le date palindrome portino bene, visto che è raro che si avverino di frequente. Questo mi piace di più e così lo sottolineo.

Brand reputation monitoring – cos’è? Analisi online del brand

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Sembra essere il trend del momento, l’utilizzo di strumenti per il monitoraggio, l’analisi e la gestione della reputazione online.
Interventi sul brand direttamente online. Parliamo di conversazioni online, quello che gli utenti dicono e commentano riguardo al brand.

Attività di brand reputation manager quindi, capire la percezione che i consumatori sviluppano leggendo commenti online.
Analisi, sempre più analisi per “Garantire” business per l’azienda.