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Limitless vs Come l’acqua per gli elefanti

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Grazie a Limitless ho visto a prezzo ridotto Come l’acqua per gli elefanti.
Due film completamente diversi e che nel loro genere mi sono piaciuti, soprattutto Limitless. Veloce, adrenalinico,cinicamente attuale. Il sistema ci vuole belli e vincenti nei rapporti sociali, nel privato, nel lavoro. Una pillola ci salverà ? Par di sì. Il protagonista Bradley Cooper è convincente, con quell’aria sexy che non guasta mai. Consigliato a tutti gli amanti dell’action movie.
Come l’acqua per gli elefanti è un mélo romantico, classica storia d’amore: lei lui l’altro. La magia è il contesto: il circo, gli animali, le belve feroci, il vagabondare di città in città, i costumi favolosi…e Rosy l’elefante femmina è tenerissima. Robert Pattinson, il vampiro per eccellenza, non mi ha convinto. Espressione monolitica. Consigliato ai romanticoni.
Amo il cinema, visto al cinema… riesce sempre a coinvolgermi, a rapirmi. Film di un certo tipo (azione, storici, thriller) sono fatti per essere visti sul grande schermo dove si può apprezzare il dettaglio, l’effetto speciale, la smorfia sul viso dell’attore…
Per le promozioni UCI andate qui

Bolla 3.0 ?

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La scorsa settimana si è tenuta la Cà Foscari digital week, questa settimana sempre a Venezia è la volta del Digital Economy Forum. Guru del web, della realtà aumentata, dell’e-commerce, della comunicazione, imprenditori, strateghi del marketing 3.0 insomma la crème de la crème sarà riunita al Palazzo della Biennale 11 e il 12 maggio. Per il programma andate qui. Il mio amico blogger, Davide Nonino mercoledì 11 maggio, tiene un workshop marketing sui social network, Città Fiera-Udine.
Rewind: A Udine poco tempo si era parlato di comunicazione con i new media, di Obama e del suo interesse per la tecnologia ho riportato il riportabile con tanto di testimonianza di un’italiana a Los Angeles. Tralasciamo i corsi di specializzazione ? Non sia mai. Ne ho appena seguito uno anche io!
E’ solo sovraesposizione ? Il dubbio aleggia da un pò. Per quanto il sistema potrà reggersi su conversazioni stringate, su pollici su e giù, su adesioni fasulle di fan page, concorsi di ogni tipo dove si chiede sempre di postare foto/commenti e di condividere le proprie scelte sui social ? E’ come un brusio di sottofondo, non si distingue bene una voce dell’altra. L’opinione di tizio in fondo è solo un’opinione, specie se non sai se attendibile o meno.
La paura è che dietro a tutta sta social story ci sia una bolla finanziaria e che presto scoppierà come già accaduto nel 2000… Leggo sul sole24ore un articolo sibillino Internet verso la bolla 2.0. Boom del venture capitalDi fronte a valutazioni di 70 miliardi di dollari per Facebook e 15 miliardi per Grupon, diversi analisti non nascondo il timore di una nuova bollla finanziaria. «Molti venture capitalist negano che si tratti di una nuova bolla – commenta Dana Staider, partner del venture capital Matrix Partners -, ma quando le valutazioni raddoppiano in dodici mesi per la stessa società, con la stessa gente, a me sembra propria che si tratti di bolla».

Aprire il famoso baretto in spiaggia è old fashion ?!

YSL make up spring/summer 2011

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Occhi da gatto con il trucco YSL
Azzardi estivi per YSL…Turchese, Blu notte, giallo

Nuovo appuntamento con la bellezza.
La mia profumeria del cuore, Aurora di Pordenone, mi ha chiamata per una nuova seduta trucco,YSL make up spring/summer 2011, ovviamente mi sono catapultata. Mi aspetta Angelica, make up artist YSL, davvero molto brava e competente (mi ha lasciato una scheda tecnica che  Diego della Palma se la sogna…). Ci eravamo già incontrate lo scorso inverno e mi aveva consigliato Touche éclat, molto più di un correttore. L’ho provato e non lo lascio più.
Il trucco YSL di stagione si ispira alle collezioni proposte per l’estate da Stefano Pilati.
Mi hanno colpita  gli accostamenti “azzardati”: giallo e turchese per occhi/ mani e i gloss dai colori flou sullo stick ma sulle labbra portabilissimi e morbidi. Il trucco che ho scelto è d’effetto, una meraviglia: ombretto turchese, matita nera ed eyeliner stesi così bene che facevo fatica a riconoscermi. Occhi allungati stile gatto, ciglia pennellate di viola (mascara singlulier deep plum n°6), incarnato scolpito ad arte (teint resist 7). Per l’estate punterò sul turchese, che fa tanto cieli azzurri, mare traparente, serate fresche e ventilate. Ecco gli acquisti YSL make up summer 2011: ombre solo n.16 – topaz blue, gloss volupté sheer candy 4… Si fanno pagare ma credetemi che ne vale la pena. Ah scordavo, i packaging sono così belli ma così belli che mi spiace quasi usarli sti trucchi !!!
Il week end è stato magnifico, complice il bel tempo, 25 gradi, primo sole in spiaggia con lettino. Con l’immaginazione sono già a Palermo… il mio prossimo viaggio per il ponte del due giugno 🙂

Social Network – Marketing e aziende

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Facciamo chiarezza

Facciamo un po’ di chiarezza, Facebook, come Twitter non sono nati per vendere oggetti online. Il fine dei social network è un altro.
Le aziende prima di vedere in questi mezzi fonte di guadagno, devono pensare che sono strumenti che vanno utiulizzati per fornire dei servizi al cliente, per fidelizzarlo, per essergli vicino per far percepire che l’azienda c’è è presente e ascolta quello che hai da dire e ti risponde.
Da qui il nuovo modo di intendere il web, più propenso all’ascolto e al dialogo, alla conversazione, perché proprio tramite le conversazioni ormai dialogano i consumatori.
Facebook non è visto al momento come strumento sicuro, probabilmente lo diventerà attraverso l’informazione e l’educazione verso gli utenti.

Gli utenti vogliono essere comodi, non vogliono far fatica

Questo è emerso da una chiacchierata con i miei colleghi… spesso un sito, specie se si parla di e-commerce non viene sempre scelto perché c’è il prodotto che costa meno, per piccole differenze, scelto quello che mi ha offerto il servizio migliore, quello a cui sono già registrato e non mi fa digitare nuovamente tutti i miei dati.
Scelgo quello che ha rispettato i tempi di consegna, che è stato rapido, scelto un servizio che ho già provato e che ha soddisfatto le mie esigenze. Non vado a fare salti nel buio provando cose nuove.
Non fatemi impazzire con formule di sconto troppo complicate, non ho voglia di sommare buoni sconto, di mettere codici su codici, voglio essere comodo, coccolato e rassicurato sul fatto che sto facendo un affare e che sarò seguito anche nel post vendita.

Pagina Facebook=vendite maggiori

Non si fa la pagina facebook per vendere, se poi questo accade è tutto di guadagnato. Lo principalmente per fornire un servizio, perché anche gli altri lo fanno e tu devi farlo meglio, cura e coccola il tuo cliente, fanno sentire parte di un gruppo, fa in modo che si fidi di te e del servizio che offri! Questo è il vero obiettivo.

Tempo e costanza

Su queste cose la politica del tutto e subito non funziona, occorre toglierselo dalla testa. Intanto si semina, per la vera raccolta bisognerà aspettare il lungo periodo. Diffidate sempre da chi fa tutto facile, la fuffa è sempre in agguato.

Dialogo fra sordo-muti

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Ho capito perfettamente…

Metti una frase detta in un momento “no”… potrebbe rivelarsi fatale !
All’opposto una frase buttata lì in un momento “si” potrebbe essere fraintesa…
Riportare frasi di altri é pericoloso, quanto prendere il sole nei mesi con la “erre”.
Leggere a mente fredda un sms notturno potrebbe rivelarsi non così romantico.
Tentare di capire un scambio di battute di amici su fb potrebbe essere diabolico come il sudoku della settimana enigmistica 🙂

Abbiamo a disposizione mezzi avveniristici, giornali, magazine, forum, blog, tablet, social network ma il dialogo che va per la maggiore é quello fra i sordo-muti… uno dice miele e l’altro capisce pere... A volte però è divertentissimo!

dialoghi diabolici

eh ?
scusa?
prego ?
che dici ? quando! davvero ?
non ho capito ?!!
no guarda deve esserci un misunderstanding.
hai equivocato (chi ? io no!)
parli con me ?
ma come! se avevi detto oggi ?
no no hai capito male
???!!!

Obama e Zuckerberg in diretta su Facebook

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Obama il 20 aprile in diretta su facebook

Di Obama e della cena con i guru della tecnologia/informatica avevo dedicato un post.
Sull’onda di quell’evento lo scorso mercoledì si è tenuto un incontro singolare. Obama ha parlato, in diretta dal quartier generale di fb e tramite fb, alla blogosfera.Volevo saperne di più e così ho chiesto aiuto alla Sandra, amica/compagna di banco in FCl a Bologna, ora socia dello studio Cabriolet di Faenza. Non ci siamo mai perse di vista, mail, telefonate, qualche post in bacheca. Scopro, con meraviglia e stupore, che si trova in California, a Los Angeles, per sviluppare progetti creativi e instaurare collaborazioni oltre confine per conto dello studio. La sua avventura a L.A. merita un post dedicato! Vedremo…intanto su gentile concessione dell’autrice 🙂 riporto il “sandra pensiero” del face to face tra Obama e il popolo di fb, compagno di sgabello Zuckerberg. Grazie mille Sandra !!!

L’altro giorno l’ho tenuto (ndr il discorso) di sottofondo durante il mio pranzo rigorosamente a base di pasta. Di getto… Ho avuto l’impressione di seguire una normale “tribuna politica”, sotto tutti i punti di vista. Spalti gremiti, padrone di casa moderatore e ospite che risponde alle domande del pubblico presente. In sottofondo, tonnellate di post di americani a ruota libera, ognuno con il proprio problema o il proprio parere. Totalmente ignorati dai moderatori. Non certo un format innovativo, se non per il fatto che è diffuso su rete e dunque “libero” di esprimere quello che vuole. Direi che, per il personaggio ospite, FB è una nuova platea che può avvicinare alla politica e ai problemi del paese un’audience altrimenti ostile o perlomeno distante. Per FB, è un modo per scrollarsi di dosso l’etichetta puramente ludica e un po’ voyeuristica che si trova appiccicata e ridare quindi un senso al “social network”.
Questo programma ha già avuto in passato ospiti illustri (Tony Blair, George W. Bush…), ma Obama ha sempre un grande richiamo mediatico, devo dire più in Europa che qua. E’ quasi una figura d’altri tempi, un gentiluomo, spiega con linguaggio semplice e diretto, sicuro, ma anche lui non ha molte risposte a una situazione davvero difficile. Gli Stati Uniti hanno grandissimi problemi da risolvere, ma almeno possono contare su una forza oramai sconosciuta all’Europa, che è quella di fare gruppo di fronte alla difficoltà, a partire dalle cellule sociali più piccole (il vicinato, il quartiere, …) e alla quale Obama si è appellato più volte. Insomma, ha fatto la sua parte nel dare una spinta a quello che dovrebbe essere il senso del social network.
Zuckenberg, che si veste ancora come Bill Gates e Steve Jobs negli anni 80 (e basta!) ascolta adorante, nessuna domanda scomoda, insomma quasi un monologo di Obama che si trova davanti a un pubblico assolutamente amico.
E’ stato più interessante ascoltare il dopo, con una bella discussione al femminile sul ruolo delle donne nel tessuto economico e dirigenziale e soprattutto nell’ambito delle scienze matematiche e ingegneristiche (quelle che portano allo sviluppo di realtà quali Facebook o Yelp, insomma), considerate da sempre un territorio puramente maschile.

Ragazze, studiate la matematica! Math is fun, math is cool.

E la tecnologia rende sempre più flessibile e agile il modo di lavorare, consentendo di spostarsi sempre di meno e conciliare sempre meglio grandi progetti lavorativi con i ruoli tradizionali della donna in famiglia.
Insomma… ragazze e ragazzi, studiate perché il futuro di un Paese è nelle vostre mani.
Banale? Retorico? Ognuno è libero di pensare quello che vuole, ma talvolta bisogna sentirsi dire anche le cose più scontate per ricordarci cosa siamo qua a fare.
Tirando le somme, FB continua a essermi distante, anzi mi è sempre più distante. Obama continua a piacermi per essere un potente con modi e toni garbati che credevo fossero definitivamente scomparsi. Nonostante anche lui non sia troppo convincente, noi in Italia uno così ce lo sogniamo la notte. Anzi… Se ci sei, se esisti, di qualunque parte tu sia, Destra-Centro-Sinistra, vieni in fretta allo scoperto, perché abbiamo un gran bisogno di te.

The Kills – Satellite

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Li ho scoperti per Zadig&Voltaire, così per caso. Poi il colpo di fulmine! Ne avevo giusto parlato in un mio post, dove si può ancora scaricare il singolo fighissimo DNA. Mi sono informata, i The Kills sono un duo formato dal chitarrista inglese Jamie “Hotel” Hince che convolerà a nozze con Kate Moss e dalla cantante statunitense Alison “VV” Mossart , nota anche per aver cantato insieme a Brian Malko e i suoi Placebo nella canzone Meds e Jack White e Jack Lawrence nel progetto The Death Wather. L’ ultimo lavoro firmato The Kills è datato fine marzo 2011 e si intitola Blood Pressures e mi piace da matti così sono diventata pure fan sulla loro fan page. Arriveranno in Italia il 6 giugno ai Magazzini Generali di Milano. I biglietti si comprano qui e il costo è accessibile. In rete voci di fan e critici assicurano che vale la pena andarli a sentire, anzi rendono meglio nei live, sono bravissimi e coinvolgenti.
Il video è Satellite, primo estratto di Blood Pressures.
Stay rock!

Bologna su Report

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Bologna
Bologna
Arrivederci Bologna, il trasloco 2006

Ho accennato al mio periodo bolognese diverse volte su questo blog.
Oggi leggo una twittata di Cesare Cremonini in cui dice che la Gabanelli ha fatto un’inchiesta sulla crisi d’identità di Bologna. Non serviva scomodare Report per capire la crisi profonda che attraversa il capoluogo emiliano 🙂 Basta farsi una passeggiata tra i portici. E poi comunque chi la vive lo sa da un pezzo! A me dispiace sempre sentire che le cose non vanno bene. E, in questo caso, mi spiace dire “ho fatto la cosa giusta ad andarmene”, perché vuol dire che avevo ragione su una cosa di cui avrei preferito aver torto… la sensazione “non mi sento al sicuro” era una tremenda verità.
Ho lasciato una Bologna sporca,  gli occhi sempre puntati sul marciapiede per evitare i “ricordini” dei cani, brutta gente a tutte le ore, nell’ultimo anno non tornavo mai a casa da sola, sempre accompagnata da amici. Era più facile trovare un mini market del Bangladesh che trovare il banco salumi (ricordo con piacere i favolosi banchi in piazza Aldrovandi…) e se, anni fa non vedevo l’ora che arrivasse il week end per farmi un giretto e ottimi affari alla Montagnola, ora su 100 bancarelle, 70 sono cinesi.
Per farla breve: i bolognesi, quelli che se lo possono permettere, lasciano il centro e vanno a vivere in periferia o sui colli. Resta la crisi: i bolognesi Doc si sentono estranei a casa loro, quelli da fuori sono delusi. E se possono se ne vanno. La città quindi continua a vivacchiare grazie agli studenti – a vivere nel mito di una Bologna che non c’è più e vive di rendita –  a qualche fiera azzeccata tipo Cosmoprof e Sana, il Motorshow.
E’ finito da un pezzo il periodo magico in cui Bologna era davvero un bel posto, a misura d’uomo e al contempo di ampie vedute. Io ho avuto la fortuna di viverla al top, era davvero entusiasmante… fare amicizia era facile, scambiarsi idee e opinioni ovunque (all’Università come fuori dalla Coop o alla fermata dell’autobus), si poteva improvvisare un set cinematografico con pellicola trovata in magazzini sperduti, con luci sparatissime… si poteva tranquillamente tornare a casa da sole dopo una serata con gli amici in osteria,  andare in un ristorante a caso e mangiare bene senza spendere una fortuna, incrociare Cremonini, Dalla e Samuele Bersani in via Nosadella o in via San Vitale. In 11 anni sono stata scippata una volta sola, i miei vicini di casa erano tranquilli, i proprietari onesti.
Che strazio vedere Bologna ritratta male male proprio su Report…anche se è chiaro a tutti che Report ultimamente ha un’idea “pittoresca”, di parte come la puntata su Facebook … ma quella è un’altra storia.

Mumble…mumble

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No regrets – they don’t work

Oggi ho provato ad immaginare come poteva essere la mia vita se avessi detto di sì ad una offerta di lavoro al posto di un’altra e se avessi detto di sì ad una specie di convivenza all’estero…
Poi mi è venuto in mente quel figone del mio vicino di casa, soprannominato Er Mutanda, militare perennemente in missione, romano di poche parole, fisico spaziale che in un tardo pomeriggio estivo me lo trovai a tagliare l’erba in mutande e canotta mimetica… A lui andava bene così.
Episodio surreale: due chiacchiere appunto con Er Mutanda, fra noi il muretto e una rete metallica, io vestita normalmente lui ovviamente in mutande, bianche, con maglietta verde oliva. Tosaerba di sottofondo al minimo. Bello ? di più. Va bé, alla fine ci avevo fatto l’occhio e quindi era una tipica scenetta alla Ketty Pretty.
Ero rientrata da poco dai miei 11 anni (11 anni, cioè, mica 11 giorni) di studio/lavoro a Bologna. Il nord-est mi pareva una roba tra il bulgaro e lo slavo, nonostante ci fossi nata… non riuscivo a capire a fondo quell’accanimento fino al martirio per il lavoro e la casa. Neppure lui. E infatti considerava l’abbinata come una necessità, niente altro che una necessità. Tanto valeva fare un lavoro redditizio e in poco tempo comperarsi la casa.  Iniziò a fare il militare da giovanissimo, arrivato dalla campagna romana in quella friulana pensò di trovare 1 metro di neve invece trovò una famiglia nuova, la caserma e tanti amici di avventura. Poi la decisione: 6 mesi in missione in Libano, pausa relax, poi nuova missione. E avanti. Una tortura ben retribuita, nessuna privacy, sacrifici, lontano dagli affetti, in mezzo al niente, con la paura di saltare per aria, così per caso. Alla domanda “ti sei pentito ? sei un non giovane !” un serafico “no, non sarei qui a parlare con te se non avessi fatto quello che ho scelto di fare”.
Della serie guarda avanti, sempre, sei quello che ti porti dietro, senza se e senza ma.
Il ragionamento anche oggi, a distanza di qualche anno non fa una piega.
Er Mutanda é partito, ancora una missione, ancora chiacchiere con chi sa chi, stavolta in Afganistan.
Un abbraccio, Pretty Ketty

Daniele Silvestri – Ma che discorsi

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Se pensi che sia logico scoprire in mezzo al traffico di amarsi in modo cosmico ma un attimo che poi due metri dopo l’amore sembra consumato già lo so che non ti piacciono le situazioni in bilico le cose che succedono e succedono lo so. Ma che discorsi sei tu che butti sempre tutto giù .Ma che discorsi. Nel dubbio che poi non funzioni più così fai tu. E poi con quello che succede in una storia come questa non è che ti può chiedere se sia la strada giusta ad ogni angolo, ogni semaforo che c’è lo so che non coincidono le previsioni e l’esito le obbiezioni in merito le immagino però. Perché fermarsi? In radio c’è anche un pezzo che mi va. Ma che discorsi, scusa la strada forse è chiusa e non si sa (da dove viene – tantomeno dove va) ci siamo persi ma se tanto non hai fretta amore aspetta…….gira di qua…. Gira di qua GIIIIRA! e poi con quello che succede in una vita come questa forse è meglio se la strada non è proprio quella giusta si, con quello che succede quello che si vede intorno non dobbiamo riconoscere la strada del ritorno ad ogni angolo,ogni semaforo che c’è…