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AlmaLaurea, Careers Service, Lavoro

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Posta in arrivo: due mail dell’Alma Mater Studiorum di Bologna a breve distanza. Due comunicazioni diverse che mi hanno fatto riflettere. La prima è del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, ovvero l’Ente che raccoglie i cv dei laureati e che cerca di fare da ponte con le imprese. Mi si chiede di compilare un questionario per stilare una ricerca sullo stato occupazionale del laureati a 10 anni dalla laurea. Prima di iniziare la compilazione consulto il sito e scopro che al 24/06/2011 sono presenti ben 1.550.000 cv provenienti da 64 Atenei italiani. Ci siamo tutti, ingenieri, dottori, maestri, storici, avvocati, economisti,  ecc.

Riporto la mia ricerca, situazione ad un anno dalla  Laurea
anno di indagine: 2010
anni dalla laurea: 1
Ateneo: tutti
tipo di corso: tutti
Numero di laureati: 178.148
Numero di intervistati: 161.239

40,6% stanno partecipando o hanno partecipato ad un’attività di formazione post-laurea

È calcolata in modo diverso a seconda del tipo di corso. Per ulteriori indicazioni cfr. Note metodologiche nella scheda occupazionale completa del collettivo esaminato.
48,7% lavorano

Combina le domande inerenti l’utilizzo delle competenze acquisite all’università e la richiesta del titolo per l’attività lavorativa. Per ulteriori indicazioni cfr. Note metodologiche.
18,9% sono disoccupati

Il tasso di disoccupazione è ottenuto dal rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro. Per ulteriori indicazioni cfr. Note metodologiche nella scheda occupazionale completa del collettivo esaminato.
40,3% occupati che proseguono il lavoro precedente alla laurea
36,0% svolgono un lavoro stabile (a tempo indeterminato o autonomo)
1.004€ guadagno mensile netto (valore medio, in euro)

La domanda relativa al guadagno mensile netto prevede fasce di 250 euro (salvo la prima “fino a € 250” e l’ultima “oltre € 3.000”). La media è calcolata escludendo le mancate risposte ed utilizzando il valore centrale della classe di guadagno (salvo per la prima, 200, e per l’ultima, 3.250). In taluni casi può verificarsi che nessun laureato risponda al quesito: in tal caso è riportato il simbolo “n.p.”.)
47,7% occupati che ritengono la propria laurea efficace per il proprio lavoro

Dei cinque livelli di efficacia individuati (molto efficace, efficace, abbastanza efficace, poco e per nulla efficace) sono qui riportate le sole prime due modalità. L’indice di efficacia della laurea combina le domande inerenti l’utilizzo delle competenze acquisite all’università e la richiesta del titolo per l’attività lavorativa. Per ulteriori indicazioni cfr. Note metodologiche nella scheda occupazionale completa del collettivo esaminato.

Faccio un’altra ricerca e vado a ritroso il più possibile per avvicinarmi alla mia situazione, quella del corso di laurea del vecchio ordinamento. I laureati sono molti di meno.
anno di indagine: 2008
anni dalla laurea: 5
Ateneo: tutti
tipo di corso: corso pre-riforma
Numero di laureati: 22.330
Numero di intervistati: 16.863
Laureati pre-riforma: i dati si riferiscono alla sola sessione estiva.

80,3% stanno partecipando o hanno partecipato ad un’attività di formazione post-laurea
85,3% lavorano
5,0% sono disoccupati
11,8% occupati che proseguono il lavoro precedente alla laurea
70,4% svolgono un lavoro stabile (a tempo indeterminato o autonomo)
1.348€ guadagno mensile netto (valore medio, in euro)
64,8% occupati che ritengono la propria laurea efficace per il proprio lavoro

Ne viene fuori che un laureato di oggi guadagna in media € 1000,00,  fatica a trovare lavoro a un anno dalla laurea, il posto fisso lo trovano 36 ragazzi su 100.

Ora la seconda mail.

Careers Service, è il servizio di Orientamento al lavoro collegato all’Alma Mater Studiorum di Bologna. Un servizio utile agli universitari per essere aiutati nella compilazione del cv, nel capire come proporsi alle aziende ed essere informati dell’esistenza di stage in azienda. Ora Careers Service mi informa che chiude. La mail è appassionata, riporta i successi, il lavoro svolto in questi anni dallo staff e ringrazia tutti quelli che si sono rivolti a loro.

Poi, l’episodio alla Pretty Ketty
Iera sera ho assistito alla sfogo di una mamma che imprecava contro il figlio 19enne rimandato a settembre, colpevole ,a suo dire, di essere senza arte ne parte, apatico e senza iniziativa. La romanzina si è conclusa con “tuo padre é stanco di lavorare per te”, il ragazzo  mortificato di essere ripreso davanti ad una semi sconosciuta è andato via con il muso lungo. Torno a casa e la tv mi informa che il tasso di disoccupazione giovanile è il più alto d’Europa. 
Regna il caos. La maggior parte dei laureati non trova una collocazione adeguata, e sa che li attenderà il limbo del precariato, i giovanissimi sono smarriti e apatici. Per loro due le alternative: parcheggiarsi all’Università o fare lavoretti gratis ?  Dovrebbero sprigionare entusiasmo, avere mille idee ed invece l’energia si incanala nell’arroganza e superbia spettri di rabbia e frustrazione.
In molti dicono basta che sia un lavoro. Non sono molto d’accordo. Se ha 20-30 anni, uno fa un lavoro così per fare non potrà che essere frustrato, e sicuramente non si aggiornerà su una cosa che gli fa schifo. A 40/50 anni probabilmente sarà a spasso perché superato da uno di 25, con meno pensieri e pretese (famiglia, casa, genitori anziani) ovvero il precario di cui sopra. E’ un cane che si morde la coda.
Anni fa una mia cara amica tra un contratto a tempo indeterminato ed uno co.co.pro decise per il co.co.pro. pensammo fosse una pazza ! Giustificò la scelta così
– che non lavorava per la pensione ma per sentirsi bene e utile
– che tanto non l’avrebbe mai percepita la pensione perché i giovani non gliel’avrebbero garantita
– aprire la partita iva ? follia,  sullo Stato ladro non si può contare, scoraggia i liberi professionisti e incentiva l’evasione
 Tanto valeva chiedere un compenso più alto a fronte di maggiore flessibilità, crearsi più occasioni di lavoro precario e farsi un piano di accumulo individuale. 

Che ne pensate ? Soluzioni alternative ? E’ importante.

Maiorca, less is more !

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Palma de Maiorca – all’uscita dallo store Zara 

Le vacanze estive sono finite, restano le foto che mi riportano ai bei tempi andati…  Baleari, isole a me care! Dopo Ibiza e Formentera é la volta di Maiorca. Come sempre viaggio fai da te: consiglio la compagnia Vueling – la sorellina minore di Iberia – e un mashup di informazioni tra Booking e TripAdvisor. Risultato con meno di 600 a testa, volo a/r, una settimana in albergo 3 stelle a due passi dal mare, in mezza pensione.
Si parte con del ritardo ma trovo il modo per ribaltare la situazione a mio favore. L’aeroporto di Venezia ha un bel duty-free! Ballerine di marca, made in Italy, ribassate del 50% sono mie con € 34,00!!!. Penso di aver fatto un’ottimo acquisto per l’autunno. Non tutti i mali vengon per nuocere eh eh eh.
Volo perfetto. Palma è gigante, lo si vede dall’alto, lo si capisce dall’aeroporto, gate su gate per gli imbarchi, 4 settori di uscita. Trasporti moderni, in orario, puliti, costo del tragitto aeroporto-Arenal, € 2,00 a persona. I biglietti si fanno direttamente sul bus senza sbattimenti. Arriviamo: troppo cemento, eco-mostri, ma il mare e la spiaggia sono fantastici. Devo starci una settimana mica 1 mese ! Spirito di adattamento, curiosità, vivere l’esperienza al meglio, osservare, divertirsi, immagazzinare sana e positiva energia.  Italiani, zero. Solo giovani. Una meraviglia. Nessuno ci capisce, nessuno ci squadra dalla testa ai piedi. Telefoni e dispositivi restano spenti nonostante il wi-fi sia ovunque e gratis. In albergo l’episodio alla Pretty Ketty.  Il borsone non si apre, la chiave l’ho lasciata chissà dove. Nel trolley solo cose di necessità: bikini, infradito, caftano, un vestitino (vedi foto), pareo gigante, un paio di jeans, due t-shirt, intimo, lenti a contatto e 4 Topolino. Non mi trovo in Pakistan (il dentifricio ed il solare li troverò) e neppure a St.Tropez, qui siamo all’Arenal di Maiorca. Qui impera il casual, le notti brave e la birra. Una birretta piccola  al Mega Park, un locale spaziale, costa solo € 1!!!  La tragedia del casual è in ascesa. Non sono riuscita a fare delle foto dentro lo store Zara ma vi assicuro che alle 19 era davvero ribaltato e le commesse non riuscivano a starci dietro. Ci conformiamo agli usi e costumi e indossiamo la divisa d’ordinanza: infradito, canottiera, braghini corti, occhiali da sole. Vanno molto i cappelli di paglia o i fac-simile del Panama bianco. Ci pare troppo. Non c’è niente da comprare se non qualche oggettino trash, così per farsi due risate. Palma è bella, il centro storico è curatissimo, i negozi del casual li saltiamo a pié pari e andiamo diretti nel quartiere delle Tapas, dove si spizzica, si bevono Mojito buonissimi e rinfrescanti e l’immancabile cherveza San Miguel.

Arenal, secchio, bibitame, cannucce maxi

La vita da spiaggia migliore é lungo l’Arenal, dove abbiamo l’albergo. Si pagano solo i lettini, prezzo fisso € 6,00, ombrellone chi prima arriva meglio alloggia. Ad un certo punto del giorno ci ritroviamo attorniati da Valchirie tedesche e Conan olandesi, che reggono l’alcool alla grande. Bevono sempre, continuamente: secchio con le bibite acquistati nei supermercati, cannucce giganti. Intavoliamo dei discorsi con mezza Europa. Fantastico !!! Una ragazza tedesca, ha scelto di vivere nel mondo. Lavora per un locale della zona, guadagna il giusto e ha già girato le Baleari, la Spagna e la Grecia. Parla inglese, olandese, francese, un’pò il greco e l’italiano. Farà strada, sono sicura.
La vacanza finisce, rientriamo a Venezia. Con noi una coppia con la divisa d’ordinanza casual con tanto di cappello di paglia ma qui lo spirito casual viene scambiato per ragazzi di campagna. Sguardo di intesa, siamo in Italia, il paese delle contraddizioni. Vestiti decenti (jeans lunghi, scarpe chiuse, maglietta di buona fattura) saliamo sull’autobus che ci porterà alla Stazione FS di Mestre. € 5 a testa per un viaggio su un mezzo degli anni ’60, senza aria condizionata, senza display, sporco e con affisso il regolamento lungo un km che nessuno leggerà mai. Gli stranieri faticano a capire dove si compra il biglietto, glielo spiego. Sbofonchiano divertiti. A Venezia si divertiranno ancora quando sborseranno continuamente soldi anche per andare a pisciare ? Credo di no. Less is more.

Rehab

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I Puffi in Spagna si chiamano Los Pitufos
Riprendo a postare dopo un periodo di latitanza dovuta all’eccessiva esposizione ai dispositivi tecnologici. Avrei anche avuto il tempo di bloggare visto che sono stata in vacanza per 3 settimane ma alla fine ne avevo veramente fin sopra i capelli di testare dispositivi, fare social,  monitorare il web, elaborare strategie di marketing, fare presentazioni in ppt, leggere mail… Questo periodo di stacco mi è servito per rivedere gli amici, passare il tempo con i miei cari, viaggiare, dormire, correre blandamente, rimandare gli impegni “urgenti” a settembre inoltrato, giocare e fantasticare. Le ultime due attività mi riescono benissimo. E ho imparato che si vive anche con poco, ci si diverte anche nei posti più impensati e che c’è sempre un non motivo per sorridere. Ne parlerò! Voi ? Novità ?

Centro di riciclo a Vedelago – Rifiuti e rispetto per l’ambiente

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Leggendo il numero di Wired di Luglio 2011 sono rimasto affascinato da un articolo che parlava di un centro di riciclo a Vedelago, a non più di 20 Km da dove abito io, stiamo parlando di Veneto insomma.

Centro di riciclo a Vedelago, dove tutto si trasforma…

Lo stabilimento è stato fondato da una signora, Carla Poli, direttrice del centro di Vedelago, che ha impegnato il suo tempo e le sue energie per cercare di risolvere il problema dei rifiuti, cercando metodi alternativi per riciclare il più possibile il materiale che solitamente viene buttato via.

Stiamo parlando di un riciclo di “rifiuti” quasi vicino al 100%, possibile grazie ad un sistema che a quanto pare funziona molto bene ed è pure redditizio (la graniglia di plastica che viene generata alla fine del processo è molto richiesta ed utilizzata in vari ambiti), tanto da suscitare l’interesse di paesi esteri che vorrebbero replicare questo modello di business ecologico.

Generare Business in maniera ecologica

Fare soldi e fare del bene all’ambiente e alle persone che lo popolano, sembra quasi impossibile!Pupazzo con bottiglia di plastica
 Ottima iniziativa insomma. Quello che mi stupisce però è che non se ne parli abbastanza, che questo modello non venga applicato anche dove di problemi con l’immondizia ce ne sono parecchi (troppo facile tirare in ballo Napoli purtroppo…).

Nessuno vuole le discariche vicino casa, neppure gli inceneritori, mandiamo la spazzatura in altri paesi con treni, navi, camion, immondizia che viene incendiata nelle strade! Tutto questo è assurdo oltre che intollerabile.

Condividere per diffondere la cultura ecologica

Ricilare fa bene alla naturaCon questo articolo, vorrei esortarvi a condividere questa notizia affinché si parli di queste alternative, per fare in modo che magari queste informazioni arrivino ai sindaci dei comuni d’Italia, al governo… Un’alternativa a inceneritori e discariche c’è, il centro di riciclaggio di Vedelago ne è un esempio.

Un mondo con l’anima ecologica è possibile, basta solo la buona volontà di ognuno di noi e che le persone preposte a governare mettessero da parte gli interessi dei pochi in favore di quelli della comunità una volta tanto, per il bene di tutti.

 

Leggi l’articolo uscito a Luglio 2011 su Wired

http://mag.wired.it/rivista/storie/2011/07/14/niente-si-incenerisce-tutto-si-trasforma.html

Il sito del centro di riciclaggio di Vedelago

http://www.centroriciclo.com

Leo Buscaglia – Frasi celebri e aforismi del libro Vivere, amare, capirsi

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Ho messo assieme alcune frasi che ritengo tra le più significative presenti in questo libro di cui consiglio assolutamente la lettura spensierata a cuore aperto, senza nessun preconcetto, non si tratta di un manuale per aiutare a vivere meglio, ma di un punto di vista alternativo alla visione della vita.
Penso possa tornare utile per farsi delle domande e per aprire un confronto con le persone che ci stanno accanto, una maniera come un altra per affrontare la vita in maniera positiva.

Per condividere i tuoi pensieri o se hai letto anche tu un libro di Leo Buscaglia, visita la pagina Facebook a lui dedicata.

Vivere, amare, capirsi

A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi;
a piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;
a stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;
a mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;
a esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;
Ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti;
a vivere c’è il rischio di morire;
a sperare c’è il rischio della disperazione e
a tentare c’è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.
♥♥♥

QUI E ORA…
Ieri, ha detto qualcuno, è un assegno annullato, e domani è soltanto una cambiale. Solo oggi è denaro contante.

♥♥♥

Quando io ti amo e tu mi ami, siamo l’uno come lo specchio dell’altro, e riflettendoci l’uno nello specchio dell’altro, vediamo l’infinito.

♥♥♥

“Che cosa sta succedendo a noi, che cosa sta succedendo alla nostra spontaneità? Se vi sentite felici, ditelo alla gente. Entrate nella vostra classe e dite: “Oggi sono così contento che faremo i matti tutto il giorno.” Perché non farlo sapere, ai vostri studenti? Ridete! Piangete! Un’altra cosa: gli uomini non piangono. Chi l’ha detto? Io piango un po’ per tutto. I miei studenti sanno sempre che ho letto le loro esercitazioni perché quando trovo qualcosa che mi commuove, c’è sempre la macchiolina di una lacrima.”

♥♥♥

“Noi pensiamo che essere adulti significhi essere indipendenti e non aver bisogno di nessuno. Ecco perché stiamo tutti morendo di solitudine. Com’è meraviglioso sapere che gli altri hanno bisogno di noi! E com’è splendido avere bisogno e poter dire a qualcuno: “Ho bisogno”.”

♥♥♥

“…quelli di noi che si interessano dell’educazione speciale conoscono bene queste maledette etichette. Noi chiamiamo certi bambini “ritardati mentali”. Questo che cosa ci dice? Io non ho mai visto un bambino ritardato mentale. Ho visto soltanto bambini, tutti diversi. Li chiamiamo studenti e perciò pensiamo di poterci presentare in una classe e insegnare a tutti nello stesso modo. Etichette. L’individuo ricco d’amore si libera dalle etichette. Dice: “Basta”.”

♥♥♥

La vita è un banchetto e tanti piatti muoiono di fame.

♥♥♥

L’amore non esige perfezione ma impone sincerità.

♥♥♥

L’amore è come uno specchio, quando ami qualcuno tu diventi il suo specchio e lui il tuo.
E specchiandoti nel reciproco amore vedi l’infinito.

♥♥♥

L’essenza dell’educazione non è imbottirvi di fatti, bensì aiutarvi a scoprire la vostra unicità.

♥♥♥

Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.

♥♥♥

Forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso.
Non a ciò che io voglio che tu sia, ma a ciò che sei.

♥♥♥

♥♥♥

L’Ispettore Barnaby – Documentario speciale sull’ispettore Capo Tom Barnaby

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I segreti dell’ispettore Barnaby

Vi segnalo questo video dove potrete scoprire alcuni segreti, vedere le location, sentire aneddoti sugli attori e sulla scrittrice dei libri legati all’Ispettore Barnaby, buona visione!
Non dimenticatevi di iscriversi anche alla pagina Facebook dell’Ispettore Barnaby.

Il commento “mi piace” ma non abbastanza.

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Mi piace… Ma non abbastanza…

Innegabile, il commento al giorno d’oggi è capace di influenzare le opinioni delle persone, l’acquisto di un prodotto o servizio, creare passaparola, decretare il successo o meno di un evento.

Alle volte, questa potente mezzo è utilizzato male perché gli utenti non hanno tempo o voglia di approfondire le loro opinioni, preferendo poche parole ma molto esplicite sulla bontà del prodotto in questione.

Prendiamo l’esempio dell’App Store di Apple, spesso mi capita di leggere commenti estremamente negativi sulle applicazioni presenti nello store,  ma senza reali motivazioni, giudizi al limite del distruttivo che possono sicuramente tornare utili ad un possibile aquirente ma non allo sviluppatore al quale viene negata la possibilità di confronto diretto, di una replica costruttiva, in questo modo, non c’è dialogo e confronto.

Diversamente si presentano i commenti che ad esempio possono riguardare gli Hotel , dove il più delle volte l’utente si ferma a descrivere anche in maniera dettagliata pregi e difetti delle strutture alberghiere.
Anche in questo caso il commento torna utile a chi decide di optare o meno per l’hotel oggetto del commento, ma ancora una volta manca il confronto con chi il servizio lo fornisce.

Non mi è ancora capitato di leggere risposte a commenti negativi da parte di hotel, risposte di sviluppatori a cui è stata stroncata l’app, ma dov’è questo dialogo tra soggetti, il confronto per migliorare il prodotto che un mezzo come internet dovrebbe far nascere?
Credo che molti utenti si siano resi conto dell‘importanza di una loro opinione sulla grande rete, ma non sanno ancora esprimerla al meglio, in maniera costruttiva.
Dall’altra parte invece troviamo le aziende che hanno sempre più paura degli aspetti negativi che potrebbero portare le opinioni dei clienti, pensando solo al brutto del confronto perché sanno già in partenza che non avranno il tempo e la voglia per rispondere in maniera adeguata.

Da tutto questo discorso, mi sorge un timore dato anche da una tendenza che ho notato, la sintesi del commento, rappresentato dal famoso “mi piace” di Facebook o dal più recente “+1” di Google. Ti dico che quello che leggo, vedo, condivido, si, mi piace, ma non ti dico il perché, siamo in tanti a cui piace, quindi probabilmente piacerà anche a te…

Ci piace, ecco tutto

Gossip !

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Gossip alias spettegules

La coppia d’oro di Pordenone, Paola Cimolai e Matteo Zoppas, è in crisi a soli due mesi dal matrimonio.
Il gossip, da malefico virus, ha contagiato rapidamente strade, viuzze, bar, fino ad arrivare in azienda ed é piombato sorridente sulla mia scrivania.  Cip cip cip… é sì sai che lui… ma dai ??!! é sai che lei va in Cina per dimenticare ?! Cip cip cip... Il virus ha avuto una lieve piccola battuta d’arresto ad un mio disincantato “mi spiace, a vederli insieme sono proprio fighi, deve essere successo qualcosa di grave”. I sorrisetti ebeti sono scomparsi, le malignità sono uscite rapidamente dalla porta e dalla finestra. Essere soddisfatti e compiaciuti delle disgrazie amorose altrui mi è sempre parso di cattivo gusto. Anyway, per dovere di cronaca riporto il gossip. Cliccate qui 

Spinte motivazionali

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Peggy, copywriter in corriera in Mad Men

Riporto una frustata fulminante di Mangio sul post Un lavoro che possono svolgere le scimmie,  apparso tempo fa su Bad Avenue, l’unico sito “vero”, di informazione,  che racconta come se la passano i pubblicitari italiani. Non bene a quanto pare.
Penso. Voi dite che una scimmia può fare il nostro lavoro. Benissimo. Siamo in Francia, è il 23 gennaio 2004. Muore Helmut Newton.
Agfa pellicole, almeno così mi pare di ricordare, commissiona una campagna commemorativa per il giorno dei suoi funerali. Non ricordo la copy-ad tanto bene da scriverla in francese ma ricordo perfettamente la sua traduzione in italiano.
“Ci perdoni monsieur Newton ma domani avremo gli occhi rossi.”
Ora.
Questo titolo non lo può fare una scimmia.
Questo titolo non lo può fare uno studente uscito da Accademia.
Questo titolo quanti di voi avrebbero saputo farlo? (io no di sicuro.)
Questo titolo se lo presenti a un cliente italiano come diavolo fa a non comprartelo?
Presentiamo idee così, se ne siamo capaci, e allora whisky per tutti al Roxy Bar.
Altrimenti continuiamo a fare i compiti e a bere coca zero al baretto.
Buon week-end a tutti, anche alle scimmie che mi ruberanno il posto.

Sussulto, le parole ronzano nel mio cervello, non se ne vanno. Risuonano. Forti e chiare. Margine per il miglioramento, per il cambiamento, l’evoluzione, la perfezione (che parliamoci chiaro non esiste perché continuamente superata).
Altra spinta per ritrovare la motivazione a fare bene il proprio lavoro è verificare la fonte dell’informazione. Soppesate sempre qualsiasi affermazione, che sia una lusinga oppure una critica …vi stupirete della vostra lungimiranza. Certe persone non le ascolterete più con attenzione ma per cortesia. I rumors saranno goliardia. Correte dietro a chi ha spessore, credibilità e sensibilità nel cogliere un titolo come quello creato per Helmut Newton, le scimmiette le ritroverete lì, proprio lì, dove le avete lasciate…

Smile, Pretty Ketty

Apple reinventa il sistema operativo e la sua distribuzione, ecco a voi Os X Lion.

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Mac OS X LionLa direzione era indicata già da diverso tempo grazie anche alla diffusione del’ App Store e all’ormai consuetudine di milioni di utenti a scaricare App sul proprio device.
Bene, complice anche questa familiarità, Os X Lion è diventato un’applicazione scaricabile unicamente dall’App Store al prezzo di 24 Euro circa.

Niente più confezioni, DVD, spese di trasporto, tutto avviene online, basta avere un account nell’Apple Store e una carta di credito con un po’ di soldi dentro…
Il download (che per la cronaca sto effettuando in questo momento), comprende un file dal peso di 3.74 GB, anche qui ne viene fuori un dato piuttosto importante, si da per scontato che la banda larga sia ormai diffusa e che quindi sia normale scaricare file di queste dimensioni.

Dopo qualche ora di utilizzo normale ancora non sono riuscito a cogliere tutti i miglioramenti che sono stati apportati, leggengo alcuni articoli come quello presente su SlideToMac si parla di circa 250 Miglioramenti.
Oppure leggetevi punto per punto i miglioramenti apportati su questa pagina.
La cosa più impressionante a mio avviso resta la distribuzione di questo sistema operativo, scaricato già da milioni di persone. Ancora una volta i complimenti vanno ad Apple per la grande lungimiranza.